Da appassionato di mobilità, mi sorprende pensare a un futuro in cui l’auto non sarà più un possesso ma un servizio. Eppure, tra aggiornamenti forzati e abbonamenti a tempo, già oggi siamo sempre più vicini a quel cambiamento.
Aggiornamenti a nostra insaputa
Come per il nostro smartphone, anche l’auto elettrica riceve aggiornamenti “over-the-air” che ne modificano funzioni e prestazioni senza chiederci il permesso. Ricordo quando, dopo un upgrade del mio cellulare, mi sono ritrovato con interfacce cambiate e app eliminate: stessa sensazione di imprevedibilità che provano oggi i proprietari di alcune elettriche, costretti ad accettare nuovi limiti di autonomia o funzioni tolte senza preavviso.
Noleggio di opzioni a tempo determinato
Immaginate di attivare il riscaldamento dei sedili solo nei mesi invernali o di acquistare il cruise control per poche settimane: è ciò che già offre il Function on Demand di alcune case. Una scelta comoda, ma che alimenta la sensazione di dipendenza dal costruttore, perché se smettete di pagare, perdete l’opzione. A me è capitato di pagare un abbonamento per una funzionalità di uno smartwatch e di restare a mani vuote al primo mancato rinnovo: con le auto sta succedendo lo stesso.
Riparazioni obbligatorie presso un’officina autorizzata
Se un automobilista danneggia una parte della carrozzeria, oggi spesso non può rivolgersi a qualsiasi carrozziere: deve portare la vettura in un centro ufficiale, dove solo con gli strumenti e i codici del marchio è possibile ripristinare sensori e centraline. Una volta sono stato costretto a un’attesa interminabile per cambiare lo schermo di un tablet in garanzia: il meccanismo è identico.
Veicoli autonomi o condivisi in libera fruizione
Tra auto senza conducente e servizi di car sharing in continua espansione, sempre più persone sceglieranno di pagare solo quando serve. Penso a un amico che usa app di ridesharing per gli spostamenti in città: per lui possedere un veicolo è un peso, mentre la condivisione è sinonimo di flessibilità e risparmio.
Noleggio delle batterie
Qualcuno ricorderà la formula della Zoe che separava l’auto dalla batteria in affitto. Oggi brand come VinFast proseguono su questa strada, offrendo auto “leggere” a prezzo contenuto ma con canoni mensili per il pacco batterie. È come noleggiare il proprio laptop senza poterlo comprare davvero: si risparmia inizialmente, ma si resta vincolati nel tempo.
Leasing a lungo termine
Le offerte di leasing e noleggio a lungo termine spingono verso un’alternativa all’acquisto: canoni più bassi e bollo incluso sembrano un affare, finché non ci si accorge che non si è mai titolari dell’auto, ma semplici “inquilini” di un contratto che proibisce modifiche e chilometraggi extra. Un po’ come affittare un appartamento ammobiliato senza poter dipingere le pareti: la libertà è solo apparente.
I costruttori soli arbitri a bordo?
In questo nuovo paradigma, sono sempre più le case a dettare le regole: cosa aggiornare, quali opzioni attivare o disattivare, dove far riparare il veicolo. Tra abbonamenti, servizi su richiesta e policy imposte via software, rischiamo di ritrovarci con un’auto elettrica che somiglia più a un servizio in streaming che a un nostro bene di proprietà. E allora la domanda sorge spontanea: tra quindici anni, possedere un’auto avrà ancora senso?
