Mercedes smonta l’elettrica cinese da 1000 km : ecco cosa ha trovato

Scritto da Daniele Bianchi

Quando un marchio come Mercedes decide di mettere le mani su un’auto cinese da record, non si tratta di semplice curiosità tecnica. È un segnale che le regole del gioco stanno cambiando: da un lato l’ingegneria tedesca, famosa per la precisione e il rigore; dall’altro, la nuova generazione di costruttori cinesi, capaci di sorprendere per efficienza e prezzi aggressivi.
Il risultato di questo “incontro ravvicinato” racconta molto del futuro dell’auto elettrica in Europa.

Perché guardare così da vicino i rivali orientali

Negli ultimi anni le auto elettriche cinesi hanno conquistato quote sempre più ampie di mercato europeo. Prezzi competitivi, modelli raffinati e autonomie sorprendenti hanno attirato l’attenzione dei consumatori e, inevitabilmente, dei concorrenti.
Non è la prima volta che un grande costruttore occidentale analizza un modello rivale: la stessa Toyota, in passato, aveva smontato una Tesla Model Y per comprenderne la semplicità costruttiva.

Stavolta è toccato a Mercedes, che avrebbe aperto il cofano (e non solo) di una Zeekr 001, berlina premium lanciata nel 2021. Nella sua versione più avanzata promette 1.000 km di autonomia nel ciclo CLTC, grazie a una batteria CATL Qilin da 140 kWh. Per dare un’idea, con il più severo ciclo europeo WLTP, l’autonomia si avvicina agli 850 km reali.

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Numeri che fanno tremare i concorrenti

Oltre all’autonomia, la scheda tecnica della Zeekr 001 è da sportiva: fino a 543 CV, accelerazione 0-100 km/h in 3,8 secondi e prezzo di listino sotto i 61.000 euro. In confronto, modelli simili sul mercato europeo spesso partono ben più in alto.
È qui che entra in gioco l’“effetto Cina”: catene di fornitura corte, componenti ottimizzati e design modulare permettono di contenere i costi senza sacrificare la qualità percepita.

Un appassionato che l’ha provata in Cina ha raccontato: “Non sembra affatto una low-cost, l’abitacolo è curato e il comfort è da vera premium”.

Cosa ha analizzato Mercedes

Gli ingegneri tedeschi non si sono limitati a curiosare: hanno studiato materiali, assemblaggi e soluzioni produttive. Tra le tecniche osservate c’è anche il gigacasting, ossia la fusione in un unico pezzo di grandi parti del telaio, una pratica che riduce tempi e costi di produzione.
Queste scelte mostrano come i costruttori cinesi puntino a scalare la produzione senza perdere competitività, un aspetto cruciale in un mercato in cui la “guerra dei prezzi” è sempre più evidente.

La sfida dei prezzi e il futuro del mercato

In Europa la domanda di elettriche non cresce più ai ritmi iniziali, e le case storiche devono adeguarsi. Modelli come Mercedes EQA ed EQB partono da circa 47.000 euro, restando così idonei al bonus ecologico europeo, ma rimangono più cari di alcune concorrenti cinesi.
La pressione è quindi reale: non si tratta solo di tecnologia, ma di strategia commerciale e capacità di proporre auto accessibili senza intaccare l’immagine di marca.

L’orgoglio (e la cautela) di Zeekr

Andy An, CEO di Zeekr, ha ammesso che sapere di essere studiati da un marchio con oltre un secolo di storia è come “camminare sul ghiaccio sottile”. Una frase che racconta bene la posizione del brand: da un lato il riconoscimento implicito di essere entrati nel radar dei grandi; dall’altro, la consapevolezza di dover dimostrare stabilità e continuità, non solo innovazione.

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Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze