Ogni volta che cala il traffico, pensiamo automaticamente a un’aria più pulita, ma dietro questa vittoria nascosta si cela un effetto sorprendente: l’aumento del metano, un potente gas serra.
Anche durante il confinamento del 2020, quando le strade si sono svuotate e ho potuto sentire solo il mio motore eco-friendly, ho notato una netta riduzione degli ossidi di azoto nell’aria. Tuttavia, studi di enti come l’Agenzia Europea per l’Ambiente mettono in luce un curioso paradosso: meno NOx significa meno radicali idrossili (OH) nell’atmosfera, e quindi una minore capacità di “digerire” il metano già presente.
Riduzione dell’inquinamento automobilistico e aumento del metano
Quando il traffico si ferma, si riducono rapidamente ossidi di azoto e particolato. Ricordo un pomeriggio in cui, sospinto dal silenzio delle strade vuote, ho acceso il ciclomotore per una prova: l’aria era incredibilmente più pulita, quasi frizzante. Eppure, senza quei radicali OH generati dall’ossido di azoto, il metano rimane sospeso molto più a lungo, contribuendo direttamente all’effetto serra. Questo meccanismo chimico, confermato da diverse ricerche, illustra come ogni azione ambientale abbia conseguenze a catena, a volte inaspettate.
Brutte notizie per il clima
Il quadro si complica ulteriormente pensando alle torbiere e alle zone umide, vere e proprie “fabbriche” di metano. Con il riscaldamento globale, queste aree rilasciano sempre più gas, aggravando il problema. Non possiamo certo risolvere il paradosso aumentando gli ossidi di azoto—sono loro stessi responsabili di smog e rischi per la salute—perciò resta aperta la sfida di trovare soluzioni che riducano sia l’inquinamento atmosferico sia l’accumulo di gas serra.
