Perché alcuni motociclisti non ci salutano mai in strada: il mistero spiegato

Scritto da Daniele Bianchi

Il saluto tra motociclisti è una tradizione consolidata, un gesto che rappresenta non solo un atto di rispetto reciproco, ma anche un segno di appartenenza alla comunità delle due ruote. Un semplice movimento della mano o un “V” tracciato con le dita sono il modo in cui molti motociclisti si riconoscono e si salutano. Ma perché, allora, ci sono motociclisti che non rispondono mai o addirittura non salutano affatto? Esploriamo le possibili ragioni di questa scelta.

Il saluto: un segno di appartenenza o una formalità?

Molti motociclisti, specialmente quelli che percorrono lunghe distanze o sono appassionati di moto sportive, considerano il saluto un modo per sottolineare l’appartenenza a una comunità che condivide valori di libertà, avventura e rispetto. Tuttavia, non tutti si sentono obbligati a partecipare a questa tradizione. Ecco alcuni dei motivi per cui alcuni motociclisti potrebbero non salutare:

  • Troppa concentrazione: in alcune situazioni, come durante un viaggio in autostrada, soprattutto nelle zone molto trafficate, alcuni motociclisti preferiscono concentrarsi sulla strada piuttosto che fare un saluto. In particolare, nelle grandi città come Parigi, dove si incrociano continuamente altri motociclisti, il saluto può sembrare superfluo e viene messo da parte.
  • La sicurezza prima di tutto: per altri, la priorità è la sicurezza. Alcuni motociclisti non salutano perché temono di distrarsi e di dover lasciare il manubrio, un’azione che può compromettere il controllo del veicolo, soprattutto ad alte velocità.
  • Abbandono della tradizione: alcuni motociclisti, soprattutto quelli più giovani o nuovi alla comunità, potrebbero non essere a conoscenza di questa tradizione o semplicemente non sentirne il bisogno. La generazione più giovane tende ad essere meno attaccata a rituali e tradizioni rispetto ai motociclisti più esperti.

La divisione tra motociclisti e scooteristi

Un altro aspetto che emerge spesso è la divisione tra motociclisti e utenti di scooter, in particolare quelli con moto di 250 cc o scooter 125 cc. Molti motociclisti di moto sportive o maxi moto non salutano i possessori di scooter, che a loro volta possono essere visti come meno “motociclisti” rispetto a chi guida moto più potenti. In effetti, molti scooteristi, pur percorrendo lunghe distanze e affrontando il traffico con grande costanza, sono spesso considerati meno “seri” dai motociclisti tradizionali, come se il semplice fatto di non avere una moto di grossa cilindrata li escludesse dalla comunità.

Un altro caso interessante riguarda i scooter a tre ruote come il Piaggio MP3 o il Kymco CV3. Questi veicoli non suscitano molta simpatia tra i motociclisti tradizionali, i quali li vedono come veicoli troppo “diversi” dalla concezione classica di moto. A differenza dei sidecar, che vengono generalmente accolti con un saluto amichevole, i veicoli a tre ruote sono visti da molti motociclisti come una “deviazione” dalla tradizione, con una struttura che non permette il tipico “piegamento” che rende una moto unica. Questo è un chiaro esempio di come il concetto di “appartenenza” possa essere esclusivo e non includere tutti i veicoli a due ruote.

La “mentalità da gruppo” e l’esclusività

Non tutti i motociclisti, però, si sentono parte della stessa comunità. La mentalità di alcuni gruppi di motociclisti, in particolare quelli che guidano BMW o Harley-Davidson, può essere vista come un esempio di elitismo. Questi motociclisti potrebbero non rispondere ai saluti di chi non possiede una moto dello stesso marchio, ritenendo che solo chi guida lo stesso tipo di moto meriti di essere riconosciuto come un vero motociclista. Inoltre, la percezione di superiorità di alcuni motociclisti, specialmente quelli che possiedono moto di alta fascia, può portare a una sorta di rifiuto nei confronti degli altri.

Il saluto tra motociclisti: una tradizione che resiste

Nonostante le differenze e le divisioni all’interno della comunità dei motociclisti, la tradizione del saluto resta forte tra molti appassionati. Come racconta Laurent B., un residente di Rouen che guida uno scooter 125 GT ma possiede anche una moto sportiva potente, spesso gli capita di non ricevere un saluto dai motociclisti pur avendo anche lui esperienza nel mondo delle due ruote. “A volte penso, se solo sapessero…” scherza Laurent, aggiungendo che la divisione tra i motociclisti è spesso più nella testa che sulle strade.

Conclusioni: un mondo di due ruote sempre in evoluzione

La comunità motociclistica è in continua evoluzione e, purtroppo, non sempre tutti i suoi membri si sentono parte della stessa famiglia. Le ragioni per cui alcuni motociclisti non salutano sono molteplici, ma in fondo, ciò che conta è che il saluto rimanga una tradizione condivisa da chi lo apprezza, continuando a rappresentare un simbolo di rispetto e appartenenza per chi guida una moto. La prossima volta che incrocerai un motociclista sulla tua strada, pensa a che tipo di saluto vuoi fare – e, magari, a quale comunità vuoi appartenere.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze