Triumph Bonneville T40 E T40 Black specifiche, dettagli e caratteristiche

Scritto da Daniele Bianchi

Triumph ha annunciato due nuove classiche moderne entry-level sotto forma di Bonneville T40 e T40 Black.

Triumph sta portando il famoso nome Bonneville nel segmento entry-level da 400 cc, con due nuove moto che si concentrano su dettagli retrò e autenticità A2-ready.

Si dice che le nuove Bonneville T40 e T40 Black 2027 catturino lo “spirito cool degli anni ’60” e portino una gradita dose di nostalgia alla popolare gamma della Serie TR. La Bonneville T40 si concentra su un vero e proprio stile retrò, con numerose cromature e schemi di verniciatura bicolore corretti per l’epoca, mentre la T40 Black offre un aspetto bicolore più furtivo e con finitura opaca, insieme a componenti del motore e del telaio oscurati.

Entrambe le moto sono alimentate da una versione rivista dell’attuale motore TR di Triumph. Sebbene la maggior parte del motore sia lo stesso di Speed ​​400, Scrambler 400X e Tracker 400, le due nuove moto vantano una nuova testata, nonché una messa a punto del motore Bonneville dedicata. Si sostiene che le modifiche conferiscano alle nuove macchine un carattere unico per i nuovi piccoli Bonnies.

Questa erogazione unica include una coppia maggiore ai bassi regimi, con una coppia massima di 36 Nm (26,5 lb ft) che arriva a 5.000 giri al minuto. Per fare un confronto, la Speed ​​400 produce 37,5 Nm (27,9 lb ft) a 6.500 giri/min. La potenza massima delle due moto è di 32 CV (31,5 CV), erogata a 7.000 giri al minuto.

Ciò rende le nuove moto notevolmente inferiori in termini di potenza rispetto alla Speed ​​400 da 39,5 CV, anche se Triumph la propone più come una rilassata cruiser da strada rispetto alla sorella più sportiva, le prestazioni assolute chiaramente non sono l’obiettivo principale.

Invece, i regimi di punta più bassi e l’erogazione più forte ai bassi regimi dovrebbero rendere più facile guidare in modo fluido e fare progressi senza azionare costantemente il cambio.

Le due moto possono sembrare autenticamente retrò, ma ciò non significa che Triumph abbia lesinato sull’elettronica. Entrambe le moto hanno tre modalità di guida preconfigurate, Road, Rain ed Eco, alle quali si aggiungono due modalità personalizzabili.

Ciascuna modalità regola la risposta dell’acceleratore, il controllo della trazione e l’ABS in base alle esigenze del pilota e può essere regolata al volo spingendo l’acceleratore indietro fino al fermo per attivare la modalità scelta.

A mostrare al pilota le modalità e le informazioni sulla moto è un nuovissimo TFT a colori da quattro pollici, che Triumph ha lavorato duramente per implementare con simpatia. Un modo per farlo è stato ricreare un tachimetro analogico a quadrante singolo della vecchia scuola, completo di un’adeguata riproduzione di un contachilometri meccanico al centro.

Sono disponibili anche temi TFT dall’aspetto più moderno, che in definitiva forniscono più informazioni sullo schermo in un ambiente meno retrò.

Il TFT significa anche che è disponibile la piena connettività Bluetooth, rendendo disponibili la navigazione, i controlli musicali e le chiamate tramite il quadro.

Dietro lo stile retrò, Triumph ha dotato la T40 di un telaio dedicato, progettato per una facile manovrabilità piuttosto che per una vera e propria abilità sportiva.

La moto utilizza forcelle anteriori convenzionali e doppi ammortizzatori posteriori, quest’ultimo contribuisce a mantenere la classica silhouette Bonneville.

Le ruote anteriori a raggi da 18 pollici e posteriori da 17 pollici utilizzano cerchi in alluminio leggero con raggi in acciaio, che secondo Triumph aiutano a mantenere la bici agile e facile da manovrare.

Anche l’altezza ridotta della sella di 790 mm, la posizione di guida eretta e il peso in ordine di marcia di 191 kg contribuiscono al suo carattere accessibile, mentre un’opzione di sella ribassata opzionale riduce l’altezza della sella a 770 mm.

L’impianto frenante è affidato ad una pinza anteriore a doppio pistoncino che agisce su un unico disco anteriore, con tubi in treccia di serie. C’è anche un cavalletto centrale come quello di fabbrica, che aggiunge un po’ di praticità per il parcheggio e la manutenzione ordinaria della catena.

Per la sicurezza in qualsiasi condizione, sono inclusi l’ABS in curva ottimizzato e il controllo della trazione di Triumph, entrambi sensibili all’inclinazione, così come il cruise control, anch’esso di serie.

L’avviso di decelerazione di emergenza fa lampeggiare anche le luci posteriori durante una frenata brusca per avvisare il traffico che segue.

Triumph Bonneville T40 Nera

La T40 Black riprende la stessa formula Bonneville ma le conferisce un trattamento più scuro e sobrio. Presenta una finitura bicolore Matt Pewter Grey e Matt Phantom Black, con cerchi in alluminio nero lucido che contrastano con le razze in acciaio lucido.

I carter del motore sono verniciati a polvere di colore nero, mentre anche il collettore e il silenziatore a cerbottana ricevono il trattamento di oscuramento.

Il risultato è una versione più furtiva della T40 senza modificare le proporzioni, la tecnologia o il design fondamentali della Bonneville.

Per coloro che desiderano il T40 standard, sono disponibili tre opzioni di colore. Aegean Blue e Fusion White forniscono la versione più pulita del classico look Bonneville, mentre Meriden Blue e Tangerine Orange offrono una combinazione molto più audace.

New England White e Jet Black completano la gamma con una finitura bicolore più sobria, con tutti e tre gli schemi caratterizzati dal rivestimento della vettura dipinto a mano che secondo Triumph fa parte della finitura ispirata alla tradizione della moto.

Triumph non ha ancora annunciato i prezzi nel Regno Unito né per la Bonneville T40 né per la T40 Black. La società afferma che i prezzi saranno rivelati all’inizio del 2027, con l’arrivo delle prime moto nelle concessionarie Triumph dalla primavera del 2027.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive