Le 19 moto più brutte della storia: ecco quali sono e perché hanno lasciato tutti senza parole

Scritto da Daniele Bianchi

Ci sono moto così brutte che quasi fanno il giro e diventano… ancora più brutte! Benvenuti nel viaggio tra le 19 motociclette che hanno lasciato il segno (nell’estetica, ma non solo) e che hanno fatto esclamare anche i più di cuore tenero: ‘No, dai, questa no!’. Questa classifica, lo ammettiamo, è un po’ soggettiva: c’è chi ama l’orrido, e per fortuna! Altrimenti chi le avrebbe mai comprate tutte queste perle a due ruote?

Quando la bellezza non è tutto (ma aiuta)

L’occhio vuole la sua parte, specialmente nel mondo dei motori. Eppure, certe volte il bello deve proprio cedere il passo all’improbabile. Se vi state chiedendo se davvero le moto più brutte della storia possano esistere, la risposta è sì. E, sorprendentemente, ne sono state vendute anche parecchie. Ma quali sono le star indiscusse di questa anti-classifica?

Quelle che fanno il giro e diventano (forse) accettabili

  • Partiamo da una vera regina dell’assurdo: una moto così brutta che fa addirittura il giro e – secondo qualcuno – diventa bella. Alta da terra? Poco, troppo poco, tanto da risultare difficile persino da guidare. È stata lanciata una prima volta nel 1958 e rilanciata (per chi amava le emozioni forti) nel 1965. Purtroppo, anche le prestazioni lasciavano parecchio a desiderare.
  • La moto soprannominata “fabbrica vedove” (e il soprannome già dice tutto): velocissima, certo, ma solo se andavate dritti come un fuso! Qualsiasi tentativo di piegare segnava l’inizio di forti emozioni… e di rimpianti. Guidabilità disastrosa e impianto frenante che lasciava tutti perplessi. Chi aveva ideato quelle linee forse sognava di notte triangoli e spigoli: nessuna emozione, anzi, aiutava pure a peggiorare la situazione.
  • E che dire della bellezza plastificata di una moto prodotta dal 1978 al 1983? Non era solo la linea a lasciare interdetti, ma soprattutto quella scritta turbo sulla marmitta. Di solito turbo fa brillare gli occhi, qui al massimo accendeva sospetti! Tra difetti congeniti di motore, aerodinamica da rivedere e una scelta cromatica “ottone” sui cerchi che sfidava ogni spiegazione, le domande superavano di gran lunga le risposte.

Brand storici… con uno stile difficile

Alla settima posizione non c’è una moto, c’è un marchio: Moto Guzzi! Amatissima in Italia, ha scritto pagine fondamentali del motociclismo nazionale. Tuttavia, ammettiamolo, le linee di molte Moto Guzzi sono quantomeno “particolari”, diciamo che la sinuosit

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
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