Dopo quattro anni al volante della sua Tesla Model 3, Dennis pensava di chiudere serenamente il capitolo del leasing. Invece, al momento della restituzione, si è trovato davanti a una richiesta da capogiro: quasi 14.000 euro di spese.
Una semplice restituzione che diventa incubo
Quello che doveva essere un atto di routine si è trasformato in un incubo finanziario. La società incaricata del controllo, la TÜV SÜD, ha elencato una serie di difetti sulla Tesla Model 3 Performance: cerchi graffiati, punti di sollevamento danneggiati e persino un bozzetto nella batteria da sostituire. Totale: 13.700 euro.
Per Dennis, che non aveva mai avuto problemi significativi con l’auto, è stata una doccia fredda.
Il mistero delle crepe invisibili
Il punto più controverso riguarda le fessure nei punti di sollevamento, difficili da vedere a occhio nudo ma potenzialmente molto gravi. L’umidità può infiltrarsi e accelerare la corrosione, soprattutto nei mesi invernali. Inoltre, un normale sollevamento in officina rischierebbe di peggiorare i danni.
Non si tratta di un caso isolato: nel 2022 un altro automobilista aveva denunciato lo stesso problema e spese simili. Documenti interni indicano che Tesla avrebbe corretto il difetto solo dopo aprile 2021, lasciando molti proprietari di veicoli prodotti tra il 2020 e l’inizio del 2021 esposti a questi guai.
Un problema strutturale?
Tesla non ha ancora fornito una risposta ufficiale, ma il malcontento tra i clienti cresce. Forum specializzati, studi legali e gruppi sui social stanno raccogliendo testimonianze, nella speranza di ottenere un riconoscimento da parte del marchio.
Dennis, come altri, si sente intrappolato da un difetto di fabbrica che non dipende dal suo utilizzo.
Come difendersi da casi simili
Secondo l’avvocato Christoph Lindner, i clienti non dovrebbero pagare senza prima contestare. La strada consigliata è chiara: rifiutare la fattura, richiedere un’expertise indipendente e far valere che si tratta di vizi occulti legati alla produzione.
Il consiglio degli esperti è di ispezionare attentamente ogni parte dell’auto in leasing, anche quelle meno visibili, soprattutto se si tratta di modelli Tesla Model 3 del 2020 o 2021.
Per riassumere
Un automobilista tedesco, alla fine del leasing, si è visto recapitare una fattura da quasi 14.000 euro per difetti nascosti alla sua Tesla Model 3. Un problema segnalato anche da altri proprietari, legato a crepe strutturali nei veicoli prodotti tra il 2020 e il 2021. Gli esperti consigliano di contestare e di non assumersi costi che spettano al costruttore.
