Un automobilista malese ha vissuto momenti di puro terrore quando la sua auto elettrica si è fermata di colpo in piena autostrada. Dopo settimane di ipotesi e polemiche, il costruttore cinese BYD ha finalmente chiarito cosa si nascondeva dietro l’incidente.
Panico in autostrada: il BYD Atto 3 si blocca da solo
Era maggio quando un conducente malese, al volante del suo BYD Atto 3, si è ritrovato improvvisamente fermo sulla trafficata autostrada Cheras-Kajang, tra Melaka e Penang. Senza alcun preavviso, il veicolo ha attivato un frenaggio d’emergenza, costringendolo a fermarsi di colpo. Sul cruscotto è comparsa la scritta “panne del sistema di alimentazione”, lasciandolo impotente in mezzo al traffico.
La situazione è diventata rapidamente critica: l’uomo non riusciva a riavviare l’auto e nemmeno a farla spostare. La polizia stradale ha dovuto intervenire per mettere in sicurezza l’area, mentre i tentativi di trainare il SUV sono falliti perché le ruote erano bloccate. Alla fine, il veicolo è stato caricato su appositi carrelli per essere rimosso.
Speculazioni online: la batteria sotto accusa?
Le immagini diffuse sui social hanno scatenato un’ondata di reazioni. Molti utenti hanno ipotizzato che la colpa fosse della batteria da 12 volt, responsabile delle funzioni elettroniche di base. Una teoria considerata plausibile, ma che non spiegava del tutto l’accaduto.
L’episodio ha destato scalpore anche per il modello coinvolto. Lanciato nel 2022 e conosciuto in Cina come Yuan Plus, il BYD Atto 3 si è affermato in paesi come Germania, Nuova Zelanda, Giappone e Malesia, guadagnandosi la fama di SUV elettrico sicuro e affidabile. Proprio per questo, l’idea che un’auto con reputazione di “massima sicurezza” si fermasse da sola ha colpito l’opinione pubblica.
Il verdetto di BYD: colpa di un sensore difettoso
L’indagine ufficiale ha però ribaltato le ipotesi. BYD ha comunicato che né la batteria né il sistema di propulsione erano responsabili. L’origine del problema era molto più banale: un sensore difettoso nella porta del conducente.
Il componente danneggiato ha inviato un segnale errato al sistema di sicurezza, facendo “credere” all’auto che il conducente non fosse in grado di controllarla. Da qui il blocco improvviso e il freno d’emergenza, attivato per prevenire rischi. Un paradosso: la tecnologia pensata per proteggere ha finito per creare la situazione di pericolo.
Sicurezza certificata, ma la fiducia vacilla
BYD ha cercato di rassicurare gli automobilisti, ricordando che il modello ha ottenuto cinque stelle Euro NCAP nel 2022, con punteggi del 91 % per la protezione degli adulti e 89 % per i bambini. Anche i risultati nel campo dell’assistenza alla guida (74 %) e della protezione degli utenti vulnerabili (69 %) confermano un livello di sicurezza elevato.
Resta però un dato di fatto: anche un semplice capteur guasto può trasformare un’innovazione tecnologica in un incubo. Per BYD, la sfida ora sarà dimostrare che si è trattato di un episodio isolato e che i suoi veicoli meritano ancora la fiducia guadagnata sui mercati internazionali.
Per riassumere
In Malesia, un BYD Atto 3 si è fermato da solo in autostrada, rischiando di causare un incidente. Le prime teorie parlavano di un guasto alla batteria, ma l’indagine ufficiale ha rivelato che il problema era un sensore della porta difettoso. Un caso che ricorda quanto, nel mondo delle auto elettriche, la tecnologia possa essere tanto protettiva quanto vulnerabile.
