Un anno senza benzina alla guida di un’elettrica : ecco il verdetto finale

Scritto da Daniele Bianchi

Dodici mesi fa ho deciso di abbandonare il gasolio per passare a una Tesla Model 3 Propulsion. Un anno di viaggi, ricariche e imprevisti mi ha permesso di capire davvero cosa significhi vivere con un’auto elettrica.

Lo scetticismo iniziale

Lo scetticismo iniziale

Quando ho comunicato la mia scelta, non tutti hanno reagito con entusiasmo. Amici e parenti mi hanno avvertito dei possibili problemi, e la più critica era mia sorella, che dopo un’esperienza poco felice con una Renault Zoe era tornata a un’auto tradizionale. Secondo lei, l’inverno sarebbe stato un incubo: niente riscaldamento senza compromettere l’autonomia e più tempo passato a cercare colonnine che a guidare.

Eppure, i vantaggi mi sembravano chiari: silenziosità, minori costi di esercizio, impatto ambientale ridotto e una guida sorprendentemente fluida. L’autonomia non era paragonabile a quella di un’auto a benzina, ma la possibilità di ricaricare a casa cambiava radicalmente la prospettiva.

Autonomia: mito o realtà?

Autonomia mito o realtà

Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente, un automobilista percorre in media 36 km al giorno, un valore che riflette le mie abitudini. In quest’ottica, una batteria da 1000 km appare uno spreco: ne bastano 400-500 reali se si dispone di ricariche rapide.

Con i Supercharger Tesla o le colonnine Ionity, si recuperano centinaia di chilometri in pochi minuti. Questo riduce l’ansia da autonomia e rende superflua la corsa al “numero massimo” di chilometri.

La questione della ricarica

La questione della ricarica

Per i primi mesi mi sono affidato alle colonnine pubbliche, spesso trovate nei parcheggi dei centri commerciali, a volte gratuite o a costi contenuti. Solo dopo sei mesi ho installato una wallbox domestica, con una spesa complessiva tra 1.200 e 1.600 €. Con la mia Tesla Wall Connector, una ricarica completa richiede 6-8 ore a 7 kW: basta collegarla la sera per ritrovarla pronta la mattina.

Costi e risparmi reali

Costi e risparmi reali

Nel 2022 il mio contratto a fasce orarie fissava il prezzo del kWh notturno a 0,147 €. Un “pieno” da 60 kWh costava meno di 9 €, per un’autonomia reale di circa 350-400 km.

In dodici mesi e 20.000 km percorsi, ho speso circa 400 € di energia, contro i circa 2.500 € che avrei speso in gasolio con la mia precedente DS3. Il risparmio è stato di circa 2.100 €, una differenza che si fa sentire eccome nel bilancio familiare.

Viaggi e imprevisti

Viaggi e imprevisti

Ho messo l’auto alla prova in condizioni difficili: neve in montagna, piogge intense e vento forte. Non ho mai avuto problemi di sicurezza o trazione. L’inverno riduce l’autonomia del 15-20%, ma il pre-condizionamento della batteria, gestibile da app, limita i disagi.

Non mancano però le difficoltà: in alcune aree, come il centro e sud-ovest della Francia, la rete di ricarica rapida resta insufficiente. Durante un viaggio ad Aurillac, le tre colonnine da 50 kW erano fuori servizio, costringendomi a lunghe attese su prese lente.

Comprendere kW e kWh

Passare all’elettrico significa anche imparare un linguaggio nuovo:

  • kW (kilowatt) = misura della potenza. La mia Tesla ha 240 kW, cioè 325 CV.
  • kWh (kilowattora) = misura dell’energia disponibile, l’equivalente del “litro di carburante” in un’auto a benzina.

Tornare al termico? Impossibile

Dopo un anno di esperienza quotidiana, non tornerei mai a un’auto a benzina o diesel. La fluidità di guida, i risparmi concreti e la possibilità di ricaricare a casa rendono l’elettrico una scelta logica e appagante. Certo, le infrastrutture devono ancora crescere, ma la direzione è segnata: per me, l’auto elettrica non è solo il futuro, è già il presente.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze