Gli anti-ingorghi di Musk già intasati? Il flop che nessuno si aspettava

Scritto da Daniele Bianchi

Quando Elon Musk ha annunciato la sua idea di tunnel anti-traffico, molti l’hanno vista come la rivoluzione definitiva per dire addio agli ingorghi urbani. Ma la realtà, almeno per ora, sembra un po’ meno futuristica di quanto promesso.

L’idea nata nel 2017

Era il 2017 quando Musk, stufo delle code infinite di Los Angeles, decise di fondare The Boring Company con un obiettivo chiaro: scavare tunnel sotterranei dove le auto potessero viaggiare senza ostacoli. Al CES di Las Vegas, cinque anni più tardi, il primo tratto sperimentale lungo 1,3 km è stato presentato al pubblico. L’attesa era alta, ma i risultati hanno fatto discutere.

Un tunnel… già intasato

Durante i test, diversi giornalisti saliti a bordo di Tesla hanno filmato scene che sanno di paradosso: i tunnel, pensati per eliminare gli ingorghi, si sono trasformati in un imbuto dove le auto si accodavano una dietro l’altra. I problemi principali? Stazioni troppo piccole, mancanza di parcheggi e tunnel talmente stretti da rendere difficile la gestione del flusso.

Secondo le regole, le auto avrebbero dovuto procedere tutte a 30 km/h mantenendo la stessa distanza, ma in pratica non è stato possibile. Un matematico ha persino pubblicato una simulazione su Twitter per spiegare che, senza una sincronizzazione perfetta tra i veicoli, i rallentamenti diventano inevitabili.

Il futuro del “Vegas Loop”

Nonostante questo avvio poco brillante, Musk non sembra intenzionato a mollare. Il progetto prevede infatti un’espansione massiccia: entro tre anni dovrebbe nascere il Vegas Loop, un reticolo di 47 km di tunnel con 51 stazioni sparse in tutta la città.

Se davvero riuscirà a funzionare come promesso, Las Vegas potrebbe diventare un laboratorio urbano unico al mondo. Per ora, però, l’esperimento ha mostrato i limiti di una tecnologia affascinante ma ancora lontana dall’essere la soluzione miracolosa al problema del traffico.

In attesa del futuro, resta la domanda: Musk riuscirà a trasformare il suo sogno sotterraneo in una realtà capace di fluidificare la mobilità o finirà per aggiungere un altro ingorgo… sotto terra?

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze