Per anni ci siamo abituati a sentire la voce del navigatore avvisarci: «Attenzione, zona di controllo». Dal 1º novembre 2021, però, questo tipo di messaggi è ufficialmente vietato. Una decisione che divide, tra chi applaude alla maggiore severità e chi la considera un passo indietro in termini di sicurezza.
Un decreto che cambia le regole
Il decreto n. 2021-468, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vieta a tutte le app di navigazione e ai servizi GPS di segnalare in tempo reale la presenza delle forze dell’ordine o dei controlli di velocità. La norma, firmata dal primo ministro Jean Castex e dal ministro dell’Interno Gérald Darmanin, non è una novità assoluta: già nel 2011 un tentativo simile aveva limitato la possibilità di indicare i radar. Da allora le applicazioni avevano aggirato l’ostacolo parlando genericamente di “zone di pericolo” senza precisare l’esatta posizione dei dispositivi.
Controlli stradali non più visibili
La nuova regola riguarda non solo i radar mobili e fissi, ma anche i posti di blocco destinati al controllo dell’alcol o di sostanze stupefacenti. In questi casi, il divieto di segnalazione durerà al massimo due ore. Restano invece esclusi i casi di emergenza, come incidenti, condizioni meteo critiche o ostacoli sulla carreggiata: qui le app potranno continuare a informare i conducenti. Interessante notare che i gruppi e le community sui social network non rientrano nella normativa: lì continueranno a circolare avvisi e segnalazioni.
La protesta degli automobilisti
Non tutti hanno accolto la novità a braccia aperte. La Lega di Difesa degli Automobilisti ha lanciato una petizione che ha già superato le 325.000 firme. Secondo l’associazione, segnalare la presenza di controlli contribuisce a mantenere i flussi di traffico più regolari e a far rispettare i limiti di velocità. Molti automobilisti, invece, temono che questa restrizione possa aprire la strada a ulteriori divieti in futuro, togliendo strumenti ritenuti utili ed efficaci per una guida più sicura.
Cosa aspettarsi dal futuro
Dal prossimo novembre, dunque, chi si affida al navigatore dovrà imparare a fare a meno degli avvisi di radar e controlli. Resta da capire se questa misura porterà davvero a una riduzione delle infrazioni o se, al contrario, alimenterà la frustrazione di chi si sente penalizzato da un eccesso di rigidità normativa. Quel che è certo è che il dibattito tra sicurezza stradale e libertà degli automobilisti è tutt’altro che chiuso.
