Perché i motociclisti si fanno sempre un segno strano quando si incrociano

Scritto da Daniele Bianchi

Chi guida un’auto forse non ci fa troppo caso, ma tra motociclisti esiste un linguaggio silenzioso fatto di gesti, il più celebre dei quali è il “V” con le dita.

Una comunità più unita di quanto sembri

Una comunità più unita di quanto sembri

Andare in moto è affascinante, ma anche rischioso. Gli incidenti, purtroppo, non sono rari, e chi sceglie le due ruote sa di appartenere a una categoria esposta. Forse è proprio per questo che i motociclisti tendono a essere più solidali tra loro rispetto ad altri automobilisti. Club, raduni e gite di gruppo sono frequenti e rafforzano un senso di appartenenza che si riflette anche su strada.

Il mistero del segno “V”

Il gesto del segno V ha origini negli anni ’70. Si racconta che il pilota britannico Barry Sheene lo facesse regolarmente dopo le sue vittorie, forse come simbolo di “peace and love”, forse per “victory”. Qualunque sia il significato originale, oggi è diventato un saluto tra motociclisti: un modo rapido per dire “ti vedo, siamo della stessa famiglia”.

Non solo un saluto

Questi gesti non sono aggressioni, né avvertimenti ostili. Anzi, per chi guida una moto, rappresentano una forma di riconoscimento reciproco. E non sono gli unici. Per esempio, per ringraziare dopo un sorpasso, molti motociclisti tendono la gamba verso chi li ha agevolati. Un gesto che spesso gli automobilisti fraintendono.

Segnali utili e codici non scritti

Segnali utili e codici non scritti

C’è anche una parte più pratica: non potendo parlare per via del casco e del rumore del vento, i motociclisti hanno sviluppato un sistema di comunicazione fatto di segnali visivi. Gli appelli di fari, ad esempio, possono servire ad avvertire della presenza di un autovelox o di un posto di controllo. Sono piccole regole non scritte che rafforzano un legame già solido e che, per chi osserva dall’esterno, restano un linguaggio segreto.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze