La corsa verso una mobilità più sostenibile non riguarda solo le auto elettriche. Mentre il dibattito si accende tra batterie, idrogeno e bilanci di CO₂, un nuovo attore entra in scena: la benzina sintetica, o eFuel. Sì, è già realtà… ma il prezzo lascia senza parole.
Un’alternativa che punta alla neutralità carbonica
L’idea è semplice a dirsi: ridurre la dipendenza dal petrolio e abbattere le emissioni di CO₂ senza rinunciare ai motori a combustione interna. L’elettrico è la soluzione più immediata, ma non sempre adatta a tutti gli usi; l’idrogeno promette bene, ma il rendimento e l’impatto ambientale restano discussi.
Qui entra in gioco il carburante sintetico, ottenuto con un processo chiamato pétrosynthèse: si combina idrogeno (prodotto tramite elettrolisi con energia solare o eolica) e anidride carbonica catturata direttamente dall’aria. Il risultato è un carburante con indice di ottano 95, compatibile con qualsiasi motore a benzina e teoricamente a impatto zero, dal “pozzo alla ruota”, paragonabile — secondo i produttori — a quello di un’auto elettrica.

Il primo bidone storico
La britannica Zero Petroleum ha messo sul mercato il suo primo bidone da 20 litri, chiamato “1st Barrel”, corredato da certificato di autenticità firmato dal fondatore Paddy Lowe, ex ingegnere di Formula 1. Non è un prodotto per fare il pieno alla propria utilitaria: si tratta di un simbolo, un oggetto da collezione e, forse, un assaggio di ciò che verrà.
Il prezzo che fa girare la testa
Preparati: il bidone costa 50.000 sterline, pari a circa 56.505 euro. Tradotto, significa 2.825 euro al litro. Per ora, il carburante sintetico resta un lusso da laboratorio, non una soluzione per l’uso quotidiano.
Gli esperti sanno che questi prezzi sono destinati a calare con l’aumento della produzione industriale. Porsche, che ha già avviato il suo impianto in Cile, spera di arrivare a circa 2 euro al litro, rendendo gli eFuel competitivi con i carburanti tradizionali.
