Guidare elettrico a basso costo sarà presto solo un ricordo

Scritto da Daniele Bianchi

Ricordo ancora la volta in cui, durante un weekend fuori porta, mi sono fermato a ricaricare la mia elettrica in una stazione Tesla: il sorriso si è sciolto quando ho visto il conto finale. Quel momento mi ha fatto capire che ricaricare “a prezzo popolare” sta diventando un ricordo.

Il costo del kWh vola da Tesla… e dintorni

Fino a poco tempo fa, molti optavano per un’elettrica proprio per la convenienza del “carburante” a basso prezzo. Oggi però il kWh su Supercharger è raddoppiato: da 0,20 a 0,40 € in pochi mesi, senza più offerte “a vita” per i primi clienti e con il programma di inviti ormai chiuso. Per chi guida altre marche, la tariffa può arrivare anche a 0,57 € al kWh, salvo sottoscrivere un abbonamento mensile da circa 13 € per tornare a 0,40 €.

Non va meglio sul fronte degli altri network: Fastned propone circa 0,59 € senza contratto o 0,45 €/kWh con un piano da 12 € al mese, mentre Ionity pratica fino a 0,79 €/kWh – anzi, addirittura un prezzo al minuto che finisce col penalizzare chi ha modelli a bassa autonomia e potenze di ricarica contenute. Risultato? Chi dispone di una vettura capace di caricare a 200–250 kW paga molto meno per recuperare 50 kWh rispetto a chi si “accontenta” di 50 kW, con differenze che possono più che raddoppiare la spesa.

Viaggi in elettrico al costo della benzina

Qualche settimana fa ho guidato un SUV elettrico su un percorso di circa 500 km: tre soste Ionity mi sono costate quasi 90 €. A parità di distanza, con un crossover a benzina il pieno mi sarebbe costato sui 90 € anch’esso, calcolando un consumo medio di 10 l/100 km a 1,80 €/l. Un paragone che mette in luce come, nelle condizioni peggiori, l’elettrico possa arrivare a costare quanto – o più – del termico.

Rimane però un’arma a doppio taglio: la ricarica domestica. Chi ha una colonnina in garage o riesce a sfruttare le tariffe in fascia fuori punta (intorno a 0,14 €/kWh) paga appena 2–3 € ogni 100 km. Purtroppo, chi vive in condominio o in centro città spesso non ha questa possibilità, ed è costretto a fare affidamento su stazioni pubbliche sempre più care.

Nonostante motivazioni ambientali, tecnologiche e di manutenzione ridotta continuino a spingere verso l’elettrico, l’argomento economico perde terreno. Presto, per molti automobilisti, la parola d’ordine sarà pianificazione: scegliere il giusto abbonamento, conoscere le stazioni più economiche e combinare sapientemente ricarica pubblica e domestica, prima che il “vantaggio” diventi, davvero, solo un ricordo.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze