Patritalia raddoppia l’offerta da 2,5 miliardi di euro della Ducati mentre emergono le moto di Ai MotoGP e l’audace impegno di un pilota esclusivamente italiano

Scritto da Daniele Bianchi

Patritalia ha rilasciato una nuova dichiarazione insistendo che la sua offerta da 2,5 miliardi di euro per la Ducati è autentica, condividendo al contempo i concetti di moto da corsa generati dall’intelligenza artificiale e promettendo una formazione da corsa Ducati tutta italiana.

La saga sempre più bizzarra che circonda l’offerta di acquisto della Ducati ha preso un’altra svolta, con la società italiana Patritalia che ha pubblicato una lunga dichiarazione pubblica insistendo che la sua offerta da 2,5 miliardi di euro è reale. Il documento arriva mentre Patritalia anticipa contemporaneamente un futuro tutto italiano per il programma di corse Ducati, completo di moto da corsa MotoGP, Moto2 e Moto3 generate dall’intelligenza artificiale.

L’ultimo sviluppo arriva dopo che le notizie mettevano in dubbio se fosse mai stata fatta un’offerta formale per acquisire Ducati Motor Holding. Nella sua dichiarazione, Patritalia afferma di essere stata costretta a rompere la propria riservatezza dopo ciò che descrive come resoconti inaccurati e speculazioni sulla proposta.

Secondo la società, il 25 giugno 2026 è stata presentata un’offerta formale per l’acquisizione del 100% di Ducati Motor Holding ai contatti rilevanti all’interno di Audi e del più ampio Gruppo Volkswagen. Patritalia afferma che la proposta valeva 2,5 miliardi di euro e insiste che è stata sia trasmessa che ricevuta, aggiungendo che è disposta a pubblicare documentazione e ricevute elettroniche a sostegno di tale affermazione.

Ciò che l’azienda non afferma è che siano in corso trattative o addirittura che la Ducati sia effettivamente in vendita. Invece, sottolinea più volte che solo Audi, in quanto attuale proprietario della Ducati, ha l’autorità di accettare o respingere la proposta, pur confermando che la sua offerta resta sul tavolo e sarà rinnovata se necessario.

In un post sui social media che accompagna la dichiarazione, Patritalia ha affermato di voler garantire che qualsiasi discussione sulla proposta di acquisizione fosse basata su prove documentali piuttosto che su “voci e deduzioni personali”. Ha invitato i media a fare affidamento su fatti verificabili nel riportare la storia.

È lì che l’annuncio ha preso una svolta inaspettata.

Accanto alla dichiarazione c’erano una serie di post sui social media che sembrano immagini generate dall’Ai che mostrano le moto Ducati MotoGP, Moto2 e Moto3, ciascuna con la livrea Patritalia. Sebbene siano chiaramente concettuali piuttosto che vere e proprie moto da corsa ufficiali, i rendering sembrano intesi a illustrare la visione dell’azienda per Ducati nel caso in cui un’acquisizione diventasse realtà.

La cosa davvero strana in questi post, e in tutti i post sui social media del boss di Patritalia, Manuel Ros, è che nonostante abbia 13.000 follower su Facebook, sulla sua pagina non appare un solo mi piace, un commento o una condivisione. Nessuno dei post condivisi sembra guadagnare terreno, il che, per qualcuno con più di 10.000 follower, è un po’ insolito.

Patritalia ha poi fatto un ulteriore passo avanti delineando come potrebbe essere quella visione. In un altro post sui social media, la società ha suggerito che, se mai dovesse prendere il controllo della Ducati, garantirebbe che ogni pilota che rappresenterà il marchio dalla Moto3 fino alla classe regina sarà italiano.

È un’affermazione accattivante, anche se solleva molte domande. L’attuale successo della Ducati nei Gran Premi è stato costruito attorno al reclutamento dei piloti più veloci disponibili indipendentemente dalla nazionalità, e il suo team ufficiale MotoGP attualmente comprende numerosi campioni del mondo provenienti da fuori Italia. Uno spostamento verso corridori esclusivamente italiani rappresenterebbe un cambiamento drammatico nella filosofia, ammesso che uno scenario del genere diventasse possibile.

Per ora, tuttavia, nulla di tutto ciò sembra più vicino ad accadere. La parte più significativa dell’ultimo annuncio di Patritalia non è l’artwork dell’intelligenza artificiale o le ambizioni patriottiche delle corse, ma l’insistenza dell’azienda sul fatto che un’offerta formale esista davvero. La dichiarazione è attentamente formulata e non suggerisce che Audi abbia avviato trattative o stia considerando una vendita. Patritalia, invece, tira il freno a un punto preciso: che una proposta da 2,5 miliardi di euro è stata presentata e riconosciuta dai destinatari previsti.

Resta da vedere se ciò cambierà qualcosa all’interno del Gruppo Volkswagen. Per ora, la Ducati continua a operare normalmente, mentre una delle storie di acquisizione più insolite della storia recente è diventata ancora più strana.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive