L’Alto Adige vieta i giri organizzati in moto sul Passo dello Stelvio e sulle strade sopra i 1.600 metri

Scritto da Daniele Bianchi

L’Alto Adige afferma che la mossa protegge gli ambienti montani sensibili, ma i ciclisti si stanno già chiedendo dove finisce una pedalata di gruppo e inizia un evento organizzato.

Per generazioni di ciclisti europei, il Passo dello Stelvio ha occupato un posto quasi mitico nella lista delle cose da vedere. Il famoso nastro d’asfalto con i suoi 48 tornanti sul lato nord è stato protagonista di innumerevoli viaggi su strada, copertine di riviste e post sui social media. Ora la regione che lo ospita ha introdotto nuove regole che potrebbero cambiare in futuro il modo in cui verranno organizzati gli eventi motociclistici sul famoso tratto.

La Giunta dell’Alto Adige ha approvato le misure che vietano gli eventi motoristici organizzati sulle strade di montagna al di sopra dei 1.600 metri e sui percorsi che attraversano aree ambientali protette. La decisione è entrata in vigore dopo la riunione del governo regionale del 19 giugno e si applica immediatamente alle strade che ricadono sotto l’autorità della provincia.

Prima che qualcuno inizi a cancellare i tour alpini, però, c’è un’importante distinzione da fare. I singoli ciclisti rimangono liberi di utilizzare le strade esattamente come prima. Il Passo dello Stelvio non è chiuso alle moto, così come le strade vicine come il Passo del Rombo, il Passo Sella o il Passo Giovo. Ciò che è cambiato è lo status degli eventi organizzati e delle corse ufficialmente organizzate utilizzando tali percorsi.

Secondo la formulazione del regolamento, il divieto si applica non solo agli eventi competitivi di sport motoristici che comportano cronometraggio o gare, ma anche agli incontri ricreativi organizzati. Le automobili, le motociclette e perfino i trattori sono espressamente menzionati nelle norme, mentre i veicoli elettrici non ricevono alcun trattamento speciale. Se si tratta di un evento organizzato che si svolge al di sopra della soglia dei 1.600 metri o all’interno di aree protette, difficilmente verrà concessa l’autorizzazione.

Ciò lascia una domanda ovvia per i club motociclistici e i tour operator. Dove esattamente un gruppo di amici che pedala insieme diventa un evento organizzato? La legislazione stessa appare tutt’altro che chiara su questo punto, il che ha già creato incertezza tra i ciclisti e gli organizzatori di eventi in tutta la regione.

L’Alto Adige sostiene che la mossa è necessaria per proteggere le aree sensibili dal punto di vista ambientale delle Alpi, in particolare nei luoghi in cui i volumi di traffico possono aumentare durante l’alta stagione turistica. La regione ha sempre più cercato modi per bilanciare il turismo con le preoccupazioni ambientali, e le motociclette si sono spesso trovate intrappolate nel mezzo di questo dibattito.

Per ora, la buona notizia è che le strade di montagna più famose d’Europa rimangono aperte al traffico. Il Passo dello Stelvio sale ancora a 2.757 metri, i tornanti aspettano ancora e i panorami non sono cambiati. Non aspettarti di vedere presto molte gite organizzate ufficialmente che faranno il viaggio.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive