Indiano ed ex consigliere di Donald Trump accusato di sostenere la campagna di influencer anti-Harley-Davidson

Scritto da Daniele Bianchi

Le domande vengono poste dopo che un’ondata coordinata di post sui social media ha criticato Harley-Davidson mentre indirizzava i motociclisti verso la Indian Motorcycle.

Una nuova disputa è scoppiata nell’industria motociclistica americana dopo che Indian Motorcycle è stata collegata a una campagna sui social media che ha visto diversi influencer di destra attaccare Harley-Davidson, promuovendo contemporaneamente Indian.

La controversia è incentrata su una serie di post e video di commentatori conservatori di alto profilo, podcaster e personalità dei social media. Molti dei post seguivano un copione notevolmente simile, criticando Harley-Davidson per le sue precedenti iniziative di diversità, equità e inclusione (DEI), descrivendo l’azienda come “svegliata”, prima di incoraggiare i follower a guardare invece le motociclette indiane.

La storia è stata evidenziata per la prima volta da The Bulwark prima di essere ripresa da RideApart, che ha indagato sui potenziali collegamenti tra la campagna e Noise Media, una società di pubbliche relazioni recentemente assunta da Indian Motorcycle. Secondo il rapporto, le versioni archiviate del sito web di Noise Media elencavano l’ex manager della campagna di Donald Trump Brad Parscale tra i dirigenti dell’azienda, sebbene i riferimenti a lui siano stati rimossi da allora.

Parscale non è estraneo alle campagne di influenza digitale su larga scala, e il suo coinvolgimento è ciò che ha alimentato la speculazione secondo cui le critiche ad Harley potrebbero non essere semplicemente una raccolta di opinioni indipendenti, ma piuttosto uno sforzo di marketing coordinato. RideApart evita di rivendicare il coinvolgimento diretto della stessa Indian Motorcycle, ma osserva che la tempistica e la coerenza del messaggio hanno sollevato perplessità sia nel settore motociclistico che in quello dei media.

La disputa mette anche in luce un crescente divario tra cultura e guerra che ha trovato sempre più spazio nel motociclismo.

Harley-Davidson è diventata un bersaglio per gli attivisti conservatori nel 2024 dopo che il commentatore online Robby Starbuck ha criticato l’allora CEO, Jochen Zeitz, e le politiche sulla diversità dell’azienda. La reazione negativa ha spinto Harley a prendere pubblicamente le distanze da diverse iniziative aziendali e a rivedere alcuni aspetti delle sue politiche rivolte al pubblico.

Ora, secondo l’analisi pubblicata da The Vintagent, lo stesso terreno di battaglia politico sembra essersi spostato verso una rivalità diretta tra Harley e indiani, con le motociclette che diventano l’ultimo fronte nelle più ampie discussioni ideologiche americane.

Ciò che è particolarmente insolito è che Indian si è storicamente posizionata come un marchio relativamente inclusivo. L’azienda ha investito molto in programmi di sensibilizzazione rivolti alle donne motocicliste, ai nuovi motociclisti e ai gruppi sottorappresentati, mentre gran parte del suo recente marketing si è concentrato sull’ampliamento dell’attrattiva del motociclismo piuttosto che sulla sua riduzione. Questo approccio rispecchia le campagne che hanno aiutato il marchio a indebolire costantemente il dominio di Harley negli ultimi dieci anni.

Non è chiaro se l’attuale attività degli influencer sia una strategia deliberata, il lavoro di un’agenzia esterna che agisce in modo indipendente o semplicemente un caso in cui i commentatori saltano su una narrativa di tendenza.

Né Indian Motorcycle né Noise Media hanno affrontato pubblicamente le accuse al momento della stesura di questo articolo. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che i due più grandi marchi americani di bicilindrici a V stanno ora lottando per conquistare l’attenzione in un mercato in cui la cultura e la politica sembrano contare tanto quanto la potenza e le cromature.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive