Rivelato l’Honda SH125i del 2026: lo scooter più venduto ottiene aggiornamenti intelligenti

Scritto da Daniele Bianchi

In occasione dei 25 anni dell’SH125, Honda perfeziona i suoi scooter da città con tecnologia aggiuntiva, stile raffinato e materiali a basso impatto.

Honda ha dato alla sua sempreverde gamma di scooter SH un leggero ma notevole aggiornamento per il 2026, segnando 25 anni dall’arrivo degli SH125 e SH150, rafforzando silenziosamente il posto della famiglia di modelli come uno dei runabout urbani più riconoscibili d’Europa.

Progettati e costruiti in Italia, gli scooter SH a ruote grandi sono da tempo uno spettacolo familiare che si snoda nel traffico cittadino di tutto il continente. L’SH125i, in particolare, rimane un best seller costante, vendendo più di 20.000 unità ogni anno dal 2020. Questo numero sottolinea quanto saldamente il modello sia saldamente radicato nel panorama dei pendolari, se non nel Regno Unito, più in Europa.

Per il 2026, SH125i e SH150i ricevono una manciata di aggiornamenti incentrati su uno stile più pulito, tecnologia extra e un maggiore utilizzo di materiali sostenibili piuttosto che su qualsiasi reinvenzione totale.

Modifiche tecnologiche e di design per il 2026

Le ultime versioni ottengono un display TFT a colori da 4,2 pollici insieme alla connettività per smartphone Honda RoadSync, mentre l’illuminazione completamente a LED rimane standard. Lo stile stesso è stato leggermente ridotto, con il team di ricerca e sviluppo Honda con sede a Roma che mira a un look più minimale senza allontanarsi troppo dalla silhouette che ha definito la SH per decenni.

Anche la sostenibilità occupa un posto di rilievo nell’agenda. Dopo l’introduzione delle varianti semitrasparenti “Vetro” – che riducono le emissioni di CO2 durante la produzione utilizzando carenature non verniciate – i nuovi modelli adottano materiali più rispettosi dell’ambiente per le parti, tra cui il portatarga posteriore e il coperchio della marmitta di scarico. Ciò fa parte di un’iniziativa più ampia da parte di Honda volta a ridurre al minimo la produzione di CO2 durante il processo di produzione e fa seguito all’uso estensivo di Durabio in altri modelli della più ampia gamma Honda.

L’aggiornamento del 2025 all’SH è più un’evoluzione piuttosto che una rivoluzione, che è esattamente il modo in cui la Honda tende a trattare i modelli che già vendono in grandi numeri.

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Quattro decenni in divenire

La storia di SH in realtà risale a molto più tempo fa di quanto molti ciclisti possano immaginare. L’originale SH50 (immagine in alto – lato destro) è arrivato nel 1984 come un motore a due tempi da 49 cc costruito in Belgio, adatto ai ciclisti urbani grazie al suo ingombro compatto e al pavimento piatto.

La produzione si è successivamente spostata in Spagna, dove Montesa Honda ha sviluppato una versione da 75 cc su misura per le normative locali prima di aggiungere un altro modello da 50 cc rivolto ai motociclisti più giovani. Fu durante questo periodo che lo scooter prese il soprannome di “Scoopy”, un nome che ancora oggi ha peso in alcuni mercati. Quando la produzione spagnola terminò nel 1996, più di 106.000 SH50 e oltre 27.000 SH75 erano usciti dalla linea di produzione.

La produzione si è poi spostata nello stabilimento Honda di Atessa in Italia, una decisione che ha avvicinato la produzione a uno dei mercati di scooter più grandi d’Europa. L’SH50 di seconda generazione è stato lanciato insieme a un SH100 più grande, offrendo la stessa praticità con un utile aumento delle prestazioni.

L’SH, come lo conosce oggi la maggior parte dei ciclisti, ha preso forma nel 2001 con l’arrivo dell’SH125 e dell’SH150. In posizione verticale, facile da gestire e rotolando su una ruota anteriore da 16 pollici che ispira fiducia, la coppia si è rapidamente costruita una reputazione per i bassi costi di gestione e l’usabilità quotidiana, con la frenata combinata per la sicurezza e il risparmio di carburante che si aggira intorno ai 70 mpg. L’iniezione di carburante è stata introdotta nel 2005 per soddisfare le normative più severe sulle emissioni, mentre il più grande SH300i è arrivato nel 2007, estendendo le capacità dello scooter oltre i brevi viaggi in città e posizionandolo nel territorio dei maxi-scooter.

Una revisione più significativa è arrivata nel 2012. Nuovi motori eSP, un telaio ridisegnato con spazio di archiviazione migliorato, ABS e sistema di arresto del minimo hanno perfezionato il pacchetto, prima che l’SH Mode 125 si unisse due anni dopo per attirare i ciclisti più giovani con un approccio più semplice al trasporto urbano. Da allora gli aggiornamenti sono stati in gran parte incrementali, comprese le varianti “Vetro” a basso impatto e le modifiche al motore per soddisfare le normative EURO5+.

I numeri spiegano perché la Honda non si è allontanata molto dal copione. Nel 2017 ad Atessa sono stati costruiti più di un milione di scooter SH. La gamma ora rappresenta circa un terzo della produzione dello stabilimento e solo dal 2012 sono stati venduti in Europa oltre 264.000 modelli SH125i. Quasi 60.000 modelli SH hanno trovato casa nel 2025, sottolineando la domanda costante di uno scooter che ha trascorso quattro decenni a perfezionare, piuttosto che a reinventare, il segmento della mobilità a ruote grandi e di piccola capacità.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive