Un importante produttore automobilistico pubblica il brevetto del motore a due tempi

Scritto da Daniele Bianchi

Ciò che la General Motors ne farà una volta completato rimane un mistero.

Quest’ultimo motore, però, non proviene da qualche società di ingegneria high-tech di cui non hai mai nemmeno sentito parlare. Proviene da una delle più grandi case automobilistiche del pianeta, la General Motors.

E mentre GM probabilmente non ha alcun interesse a mettere questo in un veicolo con meno di quattro ruote, è, almeno, piacevole vedere che un’azienda così grande sta guardando a qualcosa di diverso dall’elettrificazione e dall’idrogeno.

Il brevetto cerca di affrontare alcune delle questioni che rendono i motori a due tempi opzioni meno praticabili nel mondo moderno: efficienza, emissioni e longevità meccanica.

Brevetto GM a due tempi

A differenza di un tradizionale motore a due tempi, che presenta porte fisse nella canna azionate da una valvola lamellare o rotativa, il design GM è incentrato su un manicotto mobile che si trova tra il pistone e la parete del cilindro. Il manicotto si muove in coordinazione con il pistone, consentendo l’ingresso dell’aria nel cilindro, quindi sigillando la combustione prima dell’apertura per consentire lo scarico dei gas.

Secondo il brevetto, il movimento del manicotto è facilitato da un attuatore e, per favorire il funzionamento regolare del motore e ridurre l’attrito e l’usura interna, il manicotto aiuta anche le fasce elastiche del pistone sulla faccia della valvola. Secondo il brevetto, il manicotto “traghetta” gli anelli oltre la porta, contribuendo a ridurre il rischio che l’anello tocchi la porta e causi danni e usura.

Brevetto GM a due tempi

Ciò che non è chiaro in questo momento è se il sistema può essere utilizzato per aggiungere una sorta di fasatura variabile delle valvole al motore a due tempi. Non ci vuole troppa fantasia per pensare al manicotto che apre le porte variando quantità in determinati punti della gamma di giri, ottimizzando la fasatura delle valvole per un dato numero di giri.

Ora dobbiamo prendere questo brevetto con le pinze. I presunti salvatori a due tempi vanno e vengono, e quasi nessuno di loro riesce a superare la fase iniziale di progettazione e tecnica. È, tuttavia, emozionante vedere un nome grande come GM raccogliere il testimone, e se iniziano a inserire i due tempi nelle auto negli anni a venire, si spera che alcuni produttori di biciclette inizino a fare lo stesso!

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.