Motore elettrico senza terre rare: l’invenzione di un 17enne che stupisce

Scritto da Daniele Bianchi

Sui banchi di un laboratorio scolastico possono nascere idee più grandi degli strumenti disponibili. Qui un diciassettenne della Florida ha deciso di ripensare il cuore della mobilità elettrica: un motore a riluttanza capace di funzionare senza terre rare, con l’ambizione di tagliare costi e impatto ambientale.

Un talento precoce premiato a livello mondiale

Lui è Robert Sansone, 17 anni, primo premio alla Regeneron International Science and Engineering Fair 2022 (competizione organizzata da Society for Science e considerata un riferimento globale per gli studenti STEM). Il riconoscimento—con un assegno da 75.000 dollari—racconta una cosa semplice: quando un’idea è solida, la comunità scientifica se ne accorge.

Scena da fiera. Chi è passato tra i progetti finalisti ricorda banchi affollati e prototipi stampati in 3D: nel suo stand, al posto dei magneti c’era una geometria intelligente e un controllo più fine dei campi, segno che l’innovazione non è sempre “più pezzi”, ma “pezzi che lavorano meglio”.

Un’idea semplice ma rivoluzionaria

Il progetto ruota attorno a un motore sincrono a riluttanza privo di magneti permanenti: tecnologia nota in pompe e ventilazione, raramente competitiva in trazione. Il prototipo sviluppato da Sansone punta ad aumentare la coppia rispetto ai modelli convenzionali, liberando il design dal vincolo dei magneti. In pratica: meno dipendenza da materiali critici, più margine per ottimizzare elettronica di potenza e geometrie del rotore.

Esempio di vita reale. Chi ha messo mano a e-bike o scooter elettrici sa che il costo dei magneti “pesa” nel conto finale. Togliendo il magnete, la sfida passa al controllo: se il software e l’hardware di comando sono raffinati, il risultato può sorprendere.

Benefici industriali e ambientali

Senza terre rare cambiano i numeri della filiera. Agenzie come l’International Energy Agency e l’US Geological Survey segnalano da anni volatilità dei prezzi e concentrazione della raffinazione in pochi Paesi: un motore “magnet-free” riduce rischi di approvvigionamento e impronta ambientale, con ricadute sulla sostenibilità e sulla resilienza delle catene di fornitura. Per i costruttori, significa anche meno esposizione alle tensioni geopolitiche e più flessibilità produttiva.

Un giovane inventore instancabile

Stampanti 3D, rame, un rotore in acciaio e molti test: è così che nasce il prototipo dopo circa un anno di lavoro. Sansone non è nuovo alle sfide—tra i progetti personali, una mano robotica e un kart capace di superare i 100 km/h—ma qui ha messo a fuoco un problema concreto: come ottenere prestazioni senza legarsi a materiali costosi e difficili da reperire.

Uno sguardo al futuro

La strada verso l’industrializzazione passa da validazioni, cicli di vita, sicurezza e costi. Serviranno partner industriali, prove su banchi e su veicolo, e un’elettronica di controllo all’altezza. Ma la direzione è chiara: se questa architettura verrà ottimizzata con l’elettronica moderna, potremmo vedere motori più economici, più “globabili” e meno dipendenti da materie prime critiche—un vantaggio per aziende, utenti e ambiente.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze