Sui banchi di un laboratorio scolastico possono nascere idee più grandi degli strumenti disponibili. Qui un diciassettenne della Florida ha deciso di ripensare il cuore della mobilità elettrica: un motore a riluttanza capace di funzionare senza terre rare, con l’ambizione di tagliare costi e impatto ambientale.
Un talento precoce premiato a livello mondiale
Lui è Robert Sansone, 17 anni, primo premio alla Regeneron International Science and Engineering Fair 2022 (competizione organizzata da Society for Science e considerata un riferimento globale per gli studenti STEM). Il riconoscimento—con un assegno da 75.000 dollari—racconta una cosa semplice: quando un’idea è solida, la comunità scientifica se ne accorge.
Scena da fiera. Chi è passato tra i progetti finalisti ricorda banchi affollati e prototipi stampati in 3D: nel suo stand, al posto dei magneti c’era una geometria intelligente e un controllo più fine dei campi, segno che l’innovazione non è sempre “più pezzi”, ma “pezzi che lavorano meglio”.
Un’idea semplice ma rivoluzionaria
Il progetto ruota attorno a un motore sincrono a riluttanza privo di magneti permanenti: tecnologia nota in pompe e ventilazione, raramente competitiva in trazione. Il prototipo sviluppato da Sansone punta ad aumentare la coppia rispetto ai modelli convenzionali, liberando il design dal vincolo dei magneti. In pratica: meno dipendenza da materiali critici, più margine per ottimizzare elettronica di potenza e geometrie del rotore.
Esempio di vita reale. Chi ha messo mano a e-bike o scooter elettrici sa che il costo dei magneti “pesa” nel conto finale. Togliendo il magnete, la sfida passa al controllo: se il software e l’hardware di comando sono raffinati, il risultato può sorprendere.
Benefici industriali e ambientali
Senza terre rare cambiano i numeri della filiera. Agenzie come l’International Energy Agency e l’US Geological Survey segnalano da anni volatilità dei prezzi e concentrazione della raffinazione in pochi Paesi: un motore “magnet-free” riduce rischi di approvvigionamento e impronta ambientale, con ricadute sulla sostenibilità e sulla resilienza delle catene di fornitura. Per i costruttori, significa anche meno esposizione alle tensioni geopolitiche e più flessibilità produttiva.
Un giovane inventore instancabile
Stampanti 3D, rame, un rotore in acciaio e molti test: è così che nasce il prototipo dopo circa un anno di lavoro. Sansone non è nuovo alle sfide—tra i progetti personali, una mano robotica e un kart capace di superare i 100 km/h—ma qui ha messo a fuoco un problema concreto: come ottenere prestazioni senza legarsi a materiali costosi e difficili da reperire.
Uno sguardo al futuro
La strada verso l’industrializzazione passa da validazioni, cicli di vita, sicurezza e costi. Serviranno partner industriali, prove su banchi e su veicolo, e un’elettronica di controllo all’altezza. Ma la direzione è chiara: se questa architettura verrà ottimizzata con l’elettronica moderna, potremmo vedere motori più economici, più “globabili” e meno dipendenti da materie prime critiche—un vantaggio per aziende, utenti e ambiente.
