Moto, caschi più sicuri: la nuova legge rivoluziona tutto dal 1° luglio! Ma cosa cambia davvero per i motociclisti?
Segnatevelo sul casco (attenzione a non rovinare la vernice!): dal 1° luglio entra in vigore una nuova normativa europea che cambierà moltissimo per chi viaggia su due ruote. Dopo più di quindici anni, la mitica omologazione ECE 22.05, in vigore dal 2007, verrà rimpiazzata dalla più aggiornata ECE 22.06. Una vera e propria rivoluzione nel mondo dei caschi! Ma quali sono davvero le novità? E come dovranno comportarsi motociclisti e rivenditori?
Dal vecchio al nuovo: cosa cambia nella normativa
Partiamo dal passato: l’ECE 22.05 era chiara e rigorosa. Ogni casco doveva presentare un’etichetta bianca con la lettera E (di Europa) seguita dal codice del Paese di omologazione. Non solo: erano obbligatorie quattro bande riflettenti, una davanti, una dietro e due sui lati, e la chiusura a jugulare doveva rispettare delle precise norme di resistenza.
Per quanto riguarda i test, la 22.05 richiedeva prove d’urto piuttosto impegnative. Il casco veniva proiettato contro due incudini a una velocità di 27 km/h, con un ulteriore impatto da un’altezza di 3 metri (corrispondente a 7,5 m/s). Farsi beccare dalla Stradale con un casco non omologato non era affatto uno scherzo: si rischiavano ben 90 euro di multa e la perdita di 3 punti sulla patente, secondo l’articolo R431-1 del Codice della Strada. Non esattamente il miglior souvenir da un giro in moto.
ECE 22.06: standard più alti, test più tosti
Arriva il futuro: la nuova ECE 22.06 mantiene alcuni obblighi storici – etichetta col simbolo E, bande riflettenti e jugulare robusta – ma non si accontenta. Le prove diventano “più realistiche e complete”, come riporta Eric Thiollier, presidente della Fédération française des motards en colère.
- Tre impatti a velocità diverse (contro i due precedenti);
- Ben 18 punti di impatto da testare invece dei “soli” 6 di prima;
- Proiezione a una velocità di 215 km/h per verificare la resistenza;
- Test specifici anche per la visiera, contro urti e graffi;
- Utilizzo di un sensore interno per controllare la resistenza all’abrasione.
Morale della favola? I caschi saranno ancora più robusti e affidabili, pensati per resistere non solo alle cadute, ma anche alle sollecitazioni più imprevedibili. Insomma, non sarà facile metterli KO.
Prezzi più alti? Il nodo del portafoglio
Come spesso succede quando la tecnologia fa un passo avanti, il portafoglio comincia a tremare. Caschi più sofisticati e test più complessi potrebbero far lievitare i prezzi. “Il prezzo dell’omologazione salirà, e una parte potrebbe riflettersi sul listino”, ammette ancora Thiollier, pur sottolineando che questa non deve essere una scusa per rincarare eccessivamente persino i caschi certificati secondo la vecchia normativa.
Già hai un casco ECE 22.05? Nessun panico…
“E ora il mio casco è da buttare?” Assolutamente no! Chi possiede già un casco ECE 22.05 potrà continuare a usarlo anche dopo il 1° luglio. I rivenditori potranno vendere questi caschi fino al 31 dicembre 2023. Dal 1° gennaio 2024, però, stop alla loro commercializzazione, anche se resteranno perfettamente legali su strada. Quindi, niente corse affannose a sostituire l’equipaggiamento – avete tempo di finire l’estate (e pure un po’ d’inverno) in piena regola!
In sintesi, con l’arrivo della ECE 22.06 i motociclisti potranno contare su caschi più sicuri, innovativi e robusti, senza dover per forza cambiare subito il loro casco attuale. Una transizione graduale, studiata per alzare l’asticella della sicurezza senza penalizzare chi in un buon casco ha già investito. Il consiglio? Tenete d’occhio la vostra etichetta… e continuate a godervi la strada con un occhio in più alla sicurezza!
