Record storico: la Cyclone 1915 è ufficialmente la moto più costosa mai venduta all’asta

Scritto da Daniele Bianchi

Avete mai pensato a quanto possa valere una moto d’epoca? Non immaginate cifre a tre zeri, ma a sette! La Cyclone 1915, protagonista assoluta dell’asta Mecum di Las Vegas, ha appena riscritto la storia. Altro che pezzo di ferro: qui si parla di leggenda con la L maiuscola!

Un record che frantuma ogni barriera

Il 1° febbraio, nel vivace turbine della Mecum di Las Vegas, una Cyclone 1915 è stata battuta per la folle cifra di 1,32 milioni di dollari. Sì, avete letto bene: nessuna moto aveva mai superato prima d’ora il muro del milione. Lei l’ha fatto con grinta e candid camera incorporata sulle facce degli altri collezionisti.

Ridurre tutto al valore monetario sarebbe miope. Certo, per chi fatica ad arrivare a fine mese, leggere queste cifre può far girare la testa (e magari anche lo stomaco). Ma definire questa vendita un capriccio da miliardari sarebbe altrettanto riduttivo. Dietro ogni dollaro speso c’è storia, ingegneria e – soprattutto – rarità. E chi ha stretto questa Cyclone tra le mani, ha portato a casa un pezzo di passato che ha davvero cambiato il futuro della velocità.

Il mito Cyclone: nascita, trionfo e caduta di una regina

Dietro a questo mito sta la folle – ma visionaria – idea di Andrew Strand. Era il 1910 quando entrò nella Hendee Manufacturing Company come semplice disegnatore, ma con più fame di progresso che di panini imbottiti. La domanda che pose – “E se adottassimo l’albero a camme in testa?” – era pura eresia per i tempi.

Eppure, da quell’intuizione scaturì un bicilindrico a V di 996 cc capace di 45 CV. Nel 1915 era un mostro: basti pensare che le rivali dell’epoca arrivavano a metà della potenza, se andava bene. E quando la Cyclone toccava quasi i 160 km/h, Harley-Davidson e Indian – allora indiscusse regine – rimanevano molto più indietro. L’obiettivo della Joerns Motor Manufacturing Company di Saint Paul, Minnesota, che produsse la moto tra il 1913 e il 1916, era solo uno: dominare le piste.

Un sogno perfetto, ma il motore era troppo avanti rispetto ai materiali disponibili. I circuiti stressavano i telai e i piloti, molti esemplari andarono distrutti o gravemente danneggiati. La guerra alle porte e costi elevati fecero il resto. Dopo tre soli anni, la Cyclone svanì come marchio, ma la sua leggenda prese a correre più forte che mai. E oggi i superstiti sono la preda più ambita dei collezionisti.

Un’asta che riscrive la storia delle due ruote

Attualmente esistono solo 14 Cyclone, di cui appena 5 in configurazione da corsa. L’esemplare venduto a Las Vegas è stato restaurato da Stephen Wright, figura sacra nel mondo delle moto storiche. Così facendo il suo valore è balzato alle stelle, perché in questo mercato non conta la prestazione ma il racconto: la Cyclone rappresenta un’epoca dove si correva su piste di legno, a ogni curva la vita era appesa a un filo e il progresso odorava di rischio.

  • Prima della Cyclone, il primato spettava a una Harley-Davidson Strap Tank del 1908, venduta per 935.000 dollari nel 2023.
  • Segue una Vincent Black Lightning del 1951 (929.000 dollari nel 2018).
  • La Cyclone non si è limitata a superare, ha schiacciato i precedenti record!

Paul d’Orleans, storico del settore e mente di “The Vintagent”, ha confermato che la Cyclone è ora la moto più costosa mai venduta, sia all’asta che privatamente. Addirittura ha superato la famigerata Captain America Chopper pagata da Paul Allen oltre 1,3 milioni di dollari e la Triple Crown Speedway di Ivan Mauger (1,26 milioni di dollari).

Altri record dell’asta Mecum? Eccone alcuni:

  • Crocker Twin del 1938: 880.000 dollari (Crocker più preziosa di sempre)
  • Minneapolis Single del 1914: 264.000 dollari (nuovo massimo di categoria)
  • De Dion-Bouton Tricycle del 1898: 165.000 dollari (record per la sua categoria)

Collezionismo: non solo passione ma anche investimento

Questi gioielli non si guidano: si custodiscono come reliquie. Le collezioni di prestigio vengono ora assicurate con polizze specializzate, dai premi a cinque cifre. Fino a poco tempo fa sembrava roba troppo di nicchia persino per le assicurazioni. Ma oggi, possedere un pezzo raro rappresenta un vero motivo d’orgoglio, qualcosa come una “medaglia al merito” da esibire (con cautela!).

L’asta Mecum di Las Vegas ha dimostrato che il mercato delle moto storiche è più vivo che mai, sia per i collezionisti di lunga data che per i nuovi investitori. Non è più solo passione: le due ruote d’epoca sono una classe d’asset alternativa, degna delle migliori opere d’arte o dei beni di lusso più esclusivi.

  • I prezzi in asta salgono di anno in anno.
  • Modelli meno noti, come la Williams Clady del 1915, raggiungono valutazioni prima impensabili.
  • La rarità di Harley-Davidson, Indian e Crocker alimenta una battaglia a suon di rilanci.

La Cyclone 1915 non è solo una pietra miliare per le aste: ha segnato un cambio di passo per tutto il settore. E chissà quale sarà il prossimo esemplare a raccoglierne il testimone…

Morale della favola? Se trovate una vecchia due ruote in garage, prima di svenderla, fateci un pensierino: potrebbe nascondere la vostra pensione anticipata!

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze