Un acquisto pensato per garantire comfort e affidabilità si è trasformato in un incubo. La storia di una farmacista di Perpignan dimostra che anche il lusso può riservare amare sorprese.
Un sogno che si spegne in poche ore
Nel dicembre scorso, una farmacista di Perpignan ha deciso di investire in un Volvo XC90 ibrido Ultra H8, pagato ben 107.000 euro con tutti gli optional. L’idea era semplice: utilizzare il SUV sia per le consegne di farmaci sia per i viaggi di famiglia, contando su un veicolo prestigioso e affidabile.
Ma la gioia è durata appena tre ore. Durante il primo utilizzo, un segnale di avaria si è acceso sul cruscotto, il volante si è bloccato e l’intero sistema digitale ha smesso di funzionare. Un inizio da incubo per un’auto nuova di zecca.
Panne in serie e nessuna soluzione
Riportato in concessionaria, il SUV è stato rimesso in strada… solo per guastarsi di nuovo poco dopo. Nel giro di poche settimane, si sono susseguiti almeno quattro interventi senza risultati concreti.
Tra i problemi segnalati: tempi di riavvio interminabili, porte difettose e continui blocchi dei sistemi elettronici. Tutto questo mentre il leasing da 1.300 euro al mese continuava ad essere prelevato, trasformando l’investimento in una fonte costante di stress.
Dalla delusione alla battaglia legale
Esasperata, la farmacista ha deciso di non chiedere più ulteriori riparazioni ma di rivolgersi alla giustizia. Con l’assistenza dell’avvocato Maxime Falchi, ha avviato una procedura d’urgenza per far constatare i guasti da un perito indipendente e ottenere l’annullamento del contratto.
La concessionaria Volvo di Perpignan, tramite il suo direttore, ha riconosciuto l’esistenza di problemi elettronici, pur sostenendo che la sicurezza del veicolo non fosse compromessa. Inoltre, ha segnalato un episodio con il marito della cliente che, in un momento di tensione, avrebbe minacciato il personale tecnico, richiedendo persino l’intervento della polizia.
Conclusione
Quella che doveva essere un’esperienza di comfort e prestigio si è trasformata in una vicenda giudiziaria. La proprietaria oggi non chiede più soluzioni tecniche né sostituzioni: vuole solo rompere il contratto e chiudere la vicenda.
Una storia che ricorda come, anche nel settore premium, il prezzo elevato non sia sempre sinonimo di tranquillità.
