Motore ad acqua contro i prezzi del carburante: la solutione che stupisce

Scritto da Daniele Bianchi

Un’idea che affonda le radici nei primi esperimenti dell’industria automobilistica di inizio Novecento torna oggi al centro del dibattito: il motore ad acqua. In un periodo segnato da un carburante oltre i 2 euro al litro, ogni proposta che promette di ridurre i consumi cattura immediatamente l’attenzione. È in questo contesto che l’invenzione del bretone Laurent Baltazar ha trovato terreno fertile. Il suo sistema, chiamato Eco Leau, sostiene di poter abbattere i consumi fino al 20%, anche se questo dato resta oggetto di discussione.

Un kit semplice che promette risparmi

Installato vicino al turbo, il kit inietta nell’aria di aspirazione minuscole particelle di umidità, andando così ad arricchire la miscela aria-carburante. Secondo il suo inventore, questo migliora il coppia motore e consente all’automobilista di premere meno sull’acceleratore, con un risparmio di carburante. «Un motore è come un corpo umano: ha bisogno d’aria per funzionare, ma con aria umida lavora meglio», spiega Baltazar.

Il sistema, completamente meccanico, può essere montato su qualsiasi motorizzazione e viene venduto a circa 500 euro per un’utilitaria, fino a 1.000 euro con montaggio incluso. Chi ha una minima conoscenza tecnica può installarlo da solo, come precisa l’inventore: «Basta saper individuare il turbo».

Tra entusiasmo e accuse di truffa

Non mancano però le voci critiche. Molti utenti sui social hanno bollato il dispositivo come una bufala, mentre altri ne lodano l’efficacia. A difesa del suo progetto, Baltazar cita i feedback dei clienti, anche se mancano studi indipendenti che confermino scientificamente i dati.

Un precedente studio condotto dall’École des Mines de Douai sul sistema Gillier-Pantone (brevettato nel 1998 e simile a quello di Baltazar) non era riuscito a confermare benefici misurabili, pur senza escludere del tutto un’influenza positiva sulla combustione.

Riduzione di consumi e inquinamento?

Secondo alcuni esempi riportati, l’Eco Leau non solo ridurrebbe i consumi, ma abbasserebbe anche le emissioni nocive. Su una Fiat Punto, ad esempio, si sarebbe registrata una riduzione del 30% degli ossidi di azoto (NOx). Alcuni meccanici segnalano inoltre un minore accumulo di calamina, il che significherebbe meno fumosità nei vecchi diesel e maggiore durata del motore.

Dall’informatica ai motori: la svolta di un inventore

Ex specialista di informatica, Baltazar ha avuto l’idea leggendo nel 2010 un articolo scientifico sulla gestione dei gas di scarico. Da lì è partita la sua ricerca sull’ottimizzazione della combustione, culminata con il lancio del kit nel 2012. Da allora, complice la continua crescita del prezzo del carburante, la domanda è esplosa: più di 20.000 kit venduti e oltre 1.000 ordini al mese.

La crescita è tale che anche i garagisti partner faticano a stare dietro alle richieste, mentre Baltazar prepara l’apertura di un showroom a Sainte-Sève, vicino a Morlaix.

Conclusioni: un’idea tra speranza e scetticismo

Il kit Eco Leau divide opinione pubblica e comunità scientifica. Da una parte, la promessa di un risparmio di carburante e di una riduzione dell’inquinamento; dall’altra, l’assenza di prove certe e il sospetto di una illusione tecnologica. Quel che è certo è che, in tempi di rincari, ogni soluzione che promette di alleggerire il pieno attirerà sempre più automobilisti curiosi di provarla.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze