Caschi da moto: ecco cosa cambia dal 1º luglio con la nuova legge

Scritto da Daniele Bianchi

Dal 1º luglio entrerà in vigore una nuova normativa che riguarda tutti i caschi da moto venduti in Europa. La storica omologazione ECE 22.05, valida dal 2007, lascerà il posto alla più recente ECE 22.06. Ma quali sono le differenze? E, soprattutto, cosa cambierà davvero per i motociclisti?

Cosa garantiva la vecchia norma 22.05

La normativa ECE 22.05 imponeva regole ben precise ai produttori e agli utilizzatori di caschi. Ogni modello doveva riportare un’etichetta bianca con la lettera E (di Europa) seguita dal codice del paese in cui era stato omologato. Inoltre, erano obbligatorie quattro bande riflettenti posizionate sul davanti, sul retro e ai lati, mentre la chiusura a jugulare doveva rispettare standard di resistenza definiti.

Dal punto di vista dei test, la 22.05 prevedeva prove d’urto con la proiezione del casco contro due incudini a una velocità di 27 km/h, e un ulteriore impatto da un’altezza di 3 metri (pari a 7,5 m/s). Chi veniva sorpreso a circolare con un casco non omologato rischiava una multa di 90 euro e la perdita di 3 punti sulla patente, come stabilito dall’articolo R431-1 del Codice della Strada.

Norme più severe con la 22.06

La nuova ECE 22.06 mantiene alcuni obblighi della precedente, come l’etichetta, le bande riflettenti e il corretto fissaggio della jugulare, ma introduce test molto più severi. «Le prove saranno più realistiche e complete», spiega Eric Thiollier, presidente della Fédération française des motards en colère.

I caschi saranno sottoposti a tre impatti a velocità diverse, con ben 18 punti di impatto da testare (contro i 6 precedenti). Inoltre, la resistenza verrà verificata con la proiezione a 215 km/h, e anche la visiera sarà sottoposta a prove specifiche contro urti e graffi. Per aumentare la precisione, verrà utilizzato anche un sensore interno per misurare la resistenza all’abrasione.

L’obiettivo è duplice: migliorare la sicurezza e stimolare i produttori a innovare. «È un passo avanti importante – spiega Thiollier – e rappresenta un buon compromesso tra efficacia e costi sostenibili».

Cosa cambia per i motociclisti

Il dubbio principale riguarda i prezzi. Caschi più tecnologici e test più complessi potrebbero far aumentare i costi. «Il prezzo dell’omologazione salirà, e una parte potrebbe riflettersi sul listino – precisa Thiollier – ma non deve diventare un pretesto per rincarare eccessivamente i caschi con la vecchia certificazione».

E chi possiede già un casco ECE 22.05? Nessun problema: sarà ancora possibile utilizzarlo anche dopo il 1º luglio. Anzi, fino al 31 dicembre 2023 i rivenditori potranno continuare a venderli. Dal 1º gennaio 2024, però, la loro commercializzazione sarà vietata, anche se resteranno legali per l’uso su strada.

Conclusioni

Con l’introduzione della norma ECE 22.06, i motociclisti potranno contare su caschi più robusti, sicuri e innovativi, senza dover necessariamente cambiare subito il proprio equipaggiamento. Una transizione graduale, quindi, che punta a innalzare gli standard di sicurezza senza penalizzare chi ha già investito in un buon casco.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze