Un lavoro ben pagato, ma che richiede resistenza fisica e qualche sacrificio insolito. Tesla ha infatti pubblicato una nuova offerta di impiego legata allo sviluppo del suo robot umanoide Optimus, e i dettagli hanno già fatto discutere.
Un’offerta fuori dal comune
Elon Musk non smette mai di sorprendere. Dopo aver rivoluzionato l’auto elettrica con Tesla e scosso i social con l’acquisto di Twitter (ora X), il miliardario punta sempre più sulla robotica. Secondo lui, i robot umanoidi cambieranno radicalmente il mercato del lavoro, e per accelerare questa transizione, Tesla sta cercando persone disposte a fare… i “trainer” dei robot.
In cosa consiste? Indossare una tuta dotata di sensori di movimento e un casco di realtà virtuale, per insegnare al robot come muoversi e interagire con il mondo reale. In pratica, l’operatore dovrà camminare, sedersi, piegarsi, sollevare e compiere azioni quotidiane che il sistema registrerà.
Un lavoro da maratoneta
Il lato curioso (e impegnativo) è che l’attività richiede di camminare oltre 8 ore al giorno con l’attrezzatura addosso. Inoltre, Tesla specifica requisiti particolari: bisogna avere un’altezza compresa tra 1,70 e 1,80 metri per poter indossare correttamente la tuta con i sensori.
Non solo: lavorare a lungo con la realtà virtuale può provocare nausea o disorientamento, e l’azienda lo mette nero su bianco. A questo si aggiunge la disponibilità a turni notturni, weekend e straordinari. Insomma, non proprio il lavoro da scrivania che molti sognano.
Perché uno stipendio così alto?
La retribuzione, fino a 6000 euro al mese, serve a compensare la fatica fisica e la flessibilità richiesta. Il compito non è banale: si tratta infatti di “insegnare” a Optimus a muoversi in ambienti quotidiani, preparando il terreno a un futuro in cui potrà aiutare nelle faccedne domestiche o persino in fabbrica.
Tesla ha già mostrato i primi prototipi nel 2023: robot dal costo stimato intorno ai 22.000 euro, capaci di trasportare oggetti e compiere gesti semplici. Alcuni esemplari sono già in funzione nell’impianto Tesla di Fremont, dove supportano piccoli compiti operativi.
Fantascienza o realtà imminente?
L’idea di essere pagati per insegnare a camminare a un robot sembra uscita da un film di fantascienza, ma potrebbe diventare un nuovo settore lavorativo. Resta da capire se la promessa di Musk sarà mantenuta, e soprattutto quanti avranno la resistenza — e la pazienza — per trasformarsi in “coach” di intelligenze artificiali su due gambe.
