Corre a 240 km/h ma viene assolto: il verdetto che fa discutere

Scritto da Daniele Bianchi

Un trentenne del Morbihan, in Bretagna, è stato fermato dalla gendarmeria dopo essere stato sorpreso a sfrecciare con una Yamaha R6 su una strada dipartimentale a oltre il doppio del limite consentito. Nonostante la gravità dei fatti, il tribunale di Lorient ha deciso di assolverlo dall’accusa di eccesso di velocità, suscitando numerose polemiche.

La fuga e l’inseguimento

Il 7 agosto 2022 il motociclista, appena uscito da un circuito, ha deciso di percorrere la strada dipartimentale 768 tra Baud e Pontivy senza utilizzare un carrello per il trasporto del mezzo. La sua Yamaha R6, modello concepito unicamente per l’uso in pista dal 2021 (privo quindi di fari, frecce, specchietti e targa), è stata notata dai gendarmi della brigata motorizzata all’altezza di Pluméliau-Bieuzy.

Secondo quanto riportato nel verbale, il pilota era in posizione di “ricerca della velocità”, completamente sdraiato sul serbatoio. I militari, affidandosi al contachilometri delle loro moto, hanno stimato che il veicolo viaggiasse a circa 240 km/h, riducendo poi la cifra ufficiale a 216 km/h. La strada, in quel tratto, era limitata a 110 km/h. La moto è stata immediatamente sequestrata.

Il processo e la decisione del tribunale

Il caso è arrivato in tribunale il 15 dicembre 2023. L’imputato, un camionista di 34 anni, ha ammesso di essere andato troppo veloce, ma ha dichiarato di non sapere esattamente a che velocità stesse viaggiando. La presidente della corte gli ha fatto notare che, per chi vive del proprio patente di guida, un simile comportamento non era certo saggio.

Nonostante ciò, il tribunale ha stabilito che il controllo di velocità non fosse regolare: come ha sottolineato il procuratore, i contachilometri delle moto della gendarmeria non sono tarati come i radar né sottoposti a verifiche periodiche mensili. Di conseguenza, non era possibile certificare con certezza che la velocità fosse superiore di 50 km/h rispetto al limite imposto. Per questo motivo, il motociclista è stato assolto dall’accusa di eccesso di velocità.

Le sanzioni restano comunque salate

L’uomo non è però uscito completamente indenne: dovrà pagare due multe da 250 euro ciascuna e, se vorrà rientrare in possesso della sua Yamaha, dovrà prima coprire i costi di custodia in deposito. Dopo sedici mesi di fermo, la cifra ammonta a circa 1.500 euro.

Un caso che fa discutere

La sentenza del tribunale di Lorient ha sollevato un acceso dibattito. Da un lato, molti sottolineano come la sicurezza stradale debba essere prioritaria e come episodi del genere rappresentino un grave pericolo per tutti gli utenti della strada. Dall’altro, la decisione mette in evidenza la necessità di controlli effettuati con strumenti omologati e certificati, senza i quali è difficile sostenere un’accusa davanti a un giudice.

Un episodio che ricorda come, in materia di velocità e legalità, non basti il buon senso: servono anche procedure corrette e strumenti di misura affidabili.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze