Perché così poche auto diesel negli USA ? Le ragioni sorprendenti di una scelta radicale

Scritto da Gabriele Giordano

Negli Stati Uniti, vedere un’auto privata diesel è piuttosto raro. Mentre in Europa questo tipo di motorizzazione ha dominato per decenni, dall’altra parte dell’oceano è quasi un’esclusiva di camion, pick-up e veicoli da lavoro. Ma perché questa diffidenza così radicata verso il diesel, anche oggi che le tecnologie sono molto più avanzate? Le motivazioni sono varie, e alcune affondano le radici nella storia economica e politica americana.

Un inizio difficile per il diesel a stelle e strisce

Un inizio difficile per il diesel a stelle e strisce

Negli anni ‘70, alcuni costruttori europei provarono a portare il diesel nel mercato americano. Mercedes-Benz fu tra i primi a lanciare berline di fascia alta con motorizzazione diesel, cercando di scardinare l’immagine del diesel “da trattore”. Anche General Motors ci provò, adattando i propri V6 e V8, mentre Ford puntò su motori di derivazione Mazda e BMW.

Una delle storie più curiose riguarda Peugeot, che riuscì a entrare nelle flotte taxi di New York e Los Angeles con la 505 Turbo Diesel automatica. Un successo effimero, certo, ma significativo.

Tuttavia, nonostante questi tentativi, il diesel non decollò mai tra i consumatori privati. Le ragioni? Prestazioni modeste, rumori evidenti e un’esperienza di guida lontana dalle aspettative degli automobilisti americani dell’epoca, abituati a motori potenti e silenziosi.

Diesel più caro della benzina: un’anomalia tutta americana

Diesel più caro della benzina

Uno dei motivi principali per cui il diesel non ha mai preso piede negli USA è il prezzo alla pompa. A differenza dell’Europa, dove il gasolio è spesso meno caro della benzina grazie a un’imposizione fiscale più favorevole, negli USA il diesel è storicamente più tassato.

A partire dagli anni ‘80, l’amministrazione Reagan cercò nuove fonti di finanziamento per la manutenzione delle autostrade federali. Dopo scontri e scioperi con i camionisti, si decise di tassare il carburante invece dei mezzi pesanti. Da allora, la tassa federale sul diesel è rimasta in vigore, sostenuta anche dalle American Trucking Associations, che vedono in essa un contributo utile al proprio settore.

Il risultato? In molti stati — soprattutto nel Sud — la benzina costa fino al 50% in meno del diesel. Un disincentivo potente per il mercato dell’auto privata a gasolio.

Il peso dello scandalo e la fiducia da ricostruire

Perché così poche auto diesel negli USA

A peggiorare ulteriormente la reputazione del diesel negli Stati Uniti è stato il famigerato Dieselgate, che ha colpito in particolare Volkswagen. L’effetto è stato devastante: le vendite di auto diesel leggere sono crollate oltre l’80%.

Oggi, se escludiamo i mezzi commerciali, pochissimi modelli diesel vengono ancora proposti. E anche se alcune case continuano a omologare nuove motorizzazioni, l’immagine del diesel resta appannata, complice anche la diffusione limitata nelle stazioni di servizio.

Il diesel resiste nei veicoli da lavoro

Nonostante il disinteresse del mercato auto privato, il diesel non è mai sparito nel settore dei mezzi pesanti. Camion, pick-up, furgoni e mezzi da cantiere continuano a preferirlo per la sua resistenza, coppia elevata e autonomia superiore.

Anzi, in segmenti come quello dei light trucks, le vendite di motori diesel sono addirittura in crescita. Qui il gasolio trova ancora senso economico e funzionale, anche se con margini sempre più ridotti, a causa delle nuove regolamentazioni ambientali e della concorrenza di veicoli ibridi o elettrici.

E domani? Il futuro è incerto, ma non ancora scritto

Il destino del diesel negli Stati Uniti resta un punto interrogativo. Le case automobilistiche americane stanno razionalizzando le gamme, tagliando modelli poco redditizi. Inoltre, le norme ambientali più stringenti e l’interesse crescente per la mobilità elettrica spingono in direzioni diverse.

Ma attenzione: il futuro potrebbe anche riservare sorprese. Un aumento dei prezzi del petrolio, il ridimensionamento degli incentivi per l’elettrico o nuove scoperte tecnologiche nel campo dei carburanti alternativi potrebbero rilanciare l’interesse per i motori a gasolio, almeno in contesti specifici.

Come spesso accade nel settore auto, nulla è mai davvero definitivo. Ma per ora, sulle strade americane, il diesel resta una scelta da specialisti, non da massa. E probabilmente, per molti, continuerà a esserlo ancora a lungo.

Gabriele Giordano
Gabriele Giordano
Gabriele Giordano, nato a Torino nel 1985, ha trasformato la sua passione per il mondo dei motori in una carriera brillante. Dopo aver conseguito una laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino, ha iniziato a lavorare come giornalista per diverse riviste specializzate, distinguendosi per la sua capacità di interpretare e spiegare le innovazioni tecnologiche nel settore automobilistico. Con una carriera che abbraccia più di un decennio, Gabriele continua a influenzare il panorama del giornalismo motoristico con le sue analisi approfondite e reportage appassionati.
Pubblicato in: Tendenze