Gli specchietti con telecamera, un’ulteriore aberrazione

Scritto da Daniele Bianchi

Nel turbinio di innovazioni che promettono di rivoluzionare l’abitacolo, a volte il desiderio di stupire con il gadget più hi-tech finisce per complicare la vita di chi guida. Gli specchietti con telecamera ne sono l’esempio più lampante: una soluzione innovativa, certo, ma che rischia di tradursi in un clamoroso passo falso sul fronte di usabilità e sicurezza.

Una corsa all’hi-tech dall’utilità dubbia

L’idea di sostituire il classico specchietto esterno con una telecamera e uno schermo a bordo nasce per migliorare aerodinamica e design, come previsto dal Regolamento UNECE n. 46 che ne autorizza l’impiego in Europa. Ma, come capita spesso con le novità, l’eccesso di complessità può rivelarsi controproducente: al posto di un semplice vetro, ci si ritrova con un sistema elettronico soggetto a guasti, ritardi di trasmissione e consumi energetici maggiori.

Il cruscotto della Honda e è molto bello. Ma anche qui, notiamo che il volante oscura lo schermo posteriore sinistro.

Disagi nell’uso quotidiano

Provando una piccola city-car elettrica dotata di retrovisori-camere, mi sono accorto subito di un problema pratico: la mano che regge il volante tende a ostruire parzialmente l’obiettivo, costringendomi a spostare il braccio e a distogliere lo sguardo dallo schermo. In manovre rapide, quei decimi di secondo in più possono fare la differenza fra una frenata efficace e un tamponamento. Spostare appena lo sguardo verso uno specchietto meccanico rimane più intuitivo e veloce.

Ah, questa è la sicurezza: è impossibile avere subito uno specchietto retrovisore sinistro, nella Honda e come in altre auto dotate di telecamera posteriore.

Affidabilità e costi nascosti

Un vetro non si scarica, non si blocca e non richiede aggiornamenti software: lo specchietto tradizionale, oltre a offrire una visuale più ampia, funge anche da protezione laterale in caso di piccoli urti. Al contrario, un sistema a telecamera richiede cablaggi, sensori e manutenzione periodica, con riparazioni possibili solo presso officine specializzate che dispongono dei codici diagnostici del costruttore.

Mirror interiori e prospettive future

Anche il retrovisore interno sta subendo lo stesso trattamento, con schermi che sostituiscono il vetro e telecamere posteriori. Per fortuna, molti modelli permettono di disattivare l’opzione e tornare al classico specchio, salvaguardando la praticità. Ma se il prossimo passo sarà rimpiazzare tutti i vetri con display digitali, il rischio è di trasformare l’abitacolo in un grande tablet con ruote, dove la semplicità diventa un lusso raro.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze