Auto elettriche: i costruttori dubitano e cambiano strategia

Scritto da Daniele Bianchi

Il settore automobilistico sta affrontando una trasformazione profonda, con l’Europa che ha fissato come obiettivo la totale elettrificazione entro il 2035. Tuttavia, diversi grandi costruttori stanno rivedendo le loro strategie, esprimendo dubbi sulla transizione completa verso le auto elettriche. Cosa c’è dietro a questo scetticismo?

I costruttori mettono in discussione l’elettrificazione totale

Molti dei grandi nomi dell’auto, come Mercedes, Jeep e Toyota, stanno iniziando a manifestare delle riserve riguardo all’idea di passare esclusivamente all’elettrico. Per esempio, Mercedes non ha ancora deciso una data precisa per dire addio ai motori a combustione: “Non possiamo prevedere con certezza quando venderemo il nostro ultimo motore a combustione, che sia nel 2030, 2033 o 2035, perché saranno i nostri clienti a decidere”, ha recentemente dichiarato il CEO della casa tedesca.

Anche Stellantis sta adottando un approccio più cauto. Jeep, in particolare, ha adattato la propria strategia per il SUV Avenger, che inizialmente sarebbe dovuto essere disponibile solo con motore elettrico in alcuni paesi europei. Tuttavia, visto l’alto prezzo della versione elettrica (circa 10.000 euro in più rispetto al modello a combustione), Jeep ha scelto di vendere la versione a motore termico anche in mercati chiave come Germania e Francia, dove la domanda di auto elettriche è ancora più bassa rispetto ad altri paesi del Nord Europa. I numeri sono chiari: nel primo semestre del 2023, Jeep ha venduto 7.214 Avenger in Europa, ma solo 962 erano modelli elettrici, mentre ben 6.252 erano con motore a benzina, un 87% del totale.

L’elettrificazione totale: un obiettivo ancora lontano

Queste scelte non cambiano, però, l’obiettivo a lungo termine di Jeep, che prevede di vendere solo modelli completamente elettrici in Europa entro il 2030, come parte di una transizione verso una mobilità più sostenibile, in linea con le politiche ambientali globali.

Dall’altra parte del mondo, Toyota non ha ancora fatto una scommessa esclusiva sull’elettrico. Pur continuando a produrre auto con motori a combustione e ibridi, la casa giapponese sta cercando di diversificare la sua offerta per rispondere alle necessità di mercati differenti. Akio Toyoda, CEO di Toyota, ha dichiarato che molte aree del mondo non sono ancora pronte per una transizione completa all’elettrico, evidenziando le difficoltà legate alla manutenzione delle infrastrutture di ricarica e al costo delle auto. In particolare, la mancanza di stazioni di ricarica in alcuni paesi, soprattutto in alcune regioni africane, rende difficile l’adozione diffusa dell’elettrico.

L’esperienza dell’utente e le sfide quotidiane

In Europa, gli utenti di auto elettriche sollevano preoccupazioni riguardo alla mancanza di infrastrutture di ricarica o alla difficoltà di accesso. Solo un terzo degli intervistati ritiene che le colonnine autostradali offrano una ricarica sufficientemente veloce per le proprie esigenze, mentre la situazione nelle città non è molto migliore, con solo il 20% che si dichiara soddisfatto.

In Francia, un altro problema è che molti possessori di auto elettriche devono possedere più di una carta di ricarica per accedere alle diverse stazioni pubbliche, con un terzo degli utenti che ne ha almeno quattro. Questo rende l’esperienza complessa e poco pratica. Gli utenti vorrebbero infatti poter utilizzare una sola carta per tutte le colonnine, anche se ciò comportasse un costo maggiore.

Inoltre, c’è un altro timore: l’aumento dei costi dell’elettricità, con il 68% degli intervistati che si preoccupa di come questo influenzerà il proprio budget per la ricarica. Nonostante queste problematiche, la maggior parte degli utenti ritiene che le auto elettriche siano un passo fondamentale nella lotta contro il cambiamento climatico.

In sintesi, mentre la transizione verso l’elettrico appare inevitabile, i costruttori stanno adattando le loro strategie per affrontare un futuro ancora incerto. I problemi di infrastrutture, i costi elevati e le diverse necessità dei mercati globali rendono il percorso verso l’elettrificazione totale più complicato di quanto si immaginasse.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze