MV Agusta evidenzia la portata della sua filosofia ‘Motorcycle Art’

Scritto da Daniele Bianchi

MV Agusta ha spiegato esattamente cosa intende per “Arte motociclistica”, e la risposta coinvolge titanio, fibra di carbonio, pelle di vitello e tanta attenzione a parti che probabilmente non vedrai mai.

MV Agusta è da tempo sinonimo del suo slogan “Motorcycle Art”, due parole che l’azienda italiana ha utilizzato per descrivere le sue moto dalla metà degli anni ’90 e oltre. Ma cosa significa esattamente costruire arte motociclistica? Bene, non chiedetevi altro, perché MV ha appena pubblicato un lungo manifesto che spiega cosa costituisce un vero capolavoro.

La versione breve? Secondo MV ogni parte merita di essere bella, anche quelle parti che non vedresti mai.

L’azienda afferma che ogni componente è rifinito secondo lo stesso standard sia all’interno che all’esterno, il che significa che se decidi di smontare la tua Brutale o Superveloce fino all’ultimo bullone, non scoprirai all’improvviso che i contabili hanno preso il comando quando nessuno stava guardando. Naturalmente, non finisce qui.

MV afferma di offrire una delle gamme di materiali più ampie nel segmento motociclistico premium, dall’alluminio ricavato dal pieno e dall’alluminio sinterizzato al titanio, fibra di carbonio, Alcantara e pelle di vitello pieno fiore, tutti utilizzati dove gli ingegneri ritengono che siano più appropriati. O, se siamo cinici, dove sembrano anche piuttosto adorabili.

Il suo cruscotto supporta illustra perfettamente la filosofia. Ciò che inizia come alluminio billet su un modello passa all’alluminio sinterizzato con topologia ottimizzata sul Rush Mamba in edizione limitata prima di culminare nel titanio sul Rush Titanio. Lo stesso approccio graduale si applica alle staffe dei fari e persino al piccolo stemma italiano sul serbatoio, perché apparentemente nessun dettaglio è troppo piccolo per ricevere il trattamento completo del Rinascimento.

Poi c’è il titanio, che MV tiene a sottolineare non è lì solo perché sembra costoso. I motori a quattro cilindri dell’azienda utilizzano già valvole in titanio e bielle forgiate per ridurre la massa alternativa e migliorare le prestazioni ad alti regimi, mentre anche i sistemi di scarico Arrow e Akrapovič utilizzano questo metallo leggero. L’attrattiva visiva, insiste MV, è semplicemente un felice sottoprodotto.

La fibra di carbonio ottiene una fatturazione simile, con componenti posati a mano e polimerizzati in autoclave che compaiono sui modelli Halo, comprese le ruote in carbonio sulla F3 Competizione. Anche il motivo a trama intrecciata e la finitura laccata sono considerati parte del linguaggio del design, con finiture lucide, opache e trasparenti colorate che fanno tutte la loro comparsa.

L’ossessione dell’azienda si estende anche al sedile, poiché invece di fare affidamento su un’intelligente goffratura per finte finiture premium, MV utilizza molteplici rivestimenti cuciti in tutta la sua gamma prima di passare all’Alcantara con il suo trattamento EXO resistente all’acqua e infine alla pelle di vitello pieno fiore sui modelli di punta. Il Rush Titanio vanta addirittura una prima mondiale con un sedile interamente in Alcantara con incisione laser e termosaldatura, qualunque cosa sia!

Infine la verniciatura. Ogni MV Agusta è verniciata in Italia utilizzando colori su misura sviluppati appositamente per il marchio, mentre le decalcomanie vengono applicate utilizzando trasferimenti ad acqua prima di essere sepolte sotto strati di vernice trasparente. L’idea è quella di dare alla finitura una vera profondità piuttosto che lasciarla come un adesivo incollato su una carenatura.

Se tutto questo suona un po’… teatrale… beh, probabilmente è perché lo è. Ma ancora una volta nessuno compra una MV Agusta perché è la scelta sensata. Le motociclette dell’azienda hanno sempre puntato tanto sull’emozione quanto sulla prestazione assoluta, e mentre questo ultimo comunicato stampa mette in risalto l’estro artistico con qualcosa che assomiglia a una cazzuola, è difficile discutere con il risultato finale.

Che tu la chiami arte motociclistica o semplicemente pensiero eccessivo italiano, non si può negare che pochi produttori sono ossessionati dai dettagli più fini, proprio come MV Agusta. E se questo significa che qualcuno, da qualche parte, ha scrupolosamente lucidato l’interno di una staffa che passerà tutta la sua vita nascosta dietro un pannello di carenatura… beh, questa è probabilmente la cosa più MV Agusta che si possa immaginare.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive