Guida ai problemi della MCIA per aiutare la polizia a identificare le biciclette elettriche illegali come ostacoli all’azione del governo

Scritto da Daniele Bianchi

La MCIA e la Bicycle Association hanno pubblicato una guida pratica per le forze di polizia mentre crescono le preoccupazioni per l’aumento delle biciclette elettriche modificate illegalmente e ad alta potenza.

La Motorcycle Industry Association (MCIA) e la Bicycle Association sono intervenute per produrre una guida della polizia sulle e-bike illegali, riempiendo di fatto uno spazio in cui figure del settore affermano che la guida sostenuta dal governo deve ancora materializzarsi in una forma significativa.

Il documento, intitolato “Una guida per identificare le biciclette elettriche non conformi”, è stato prodotto per gli agenti in prima linea che incontrano sempre più spesso biciclette elettriche a due ruote che confondono il confine tra una bicicletta e un veicolo a due ruote a motore. Secondo la MCIA, molte di queste macchine vengono vendute come e-bike nonostante offrano prestazioni più vicine a quelle di un ciclomotore o addirittura di una motocicletta leggera.

Al centro della guida c’è un semplice processo di valutazione in tre fasi progettato per aiutare gli ufficiali a determinare se un veicolo si qualifica come bicicletta a pedalata assistita elettricamente (EAPC) legale, se richiede l’approvazione del tipo e se viene effettivamente utilizzato entro i limiti stabiliti dalla legge.

La Ducati MIG-S sopra è un EAPC totalmente conforme quando lascia la fabbrica

Secondo le normative attuali, un EAPC deve disporre di pedali in grado di spingere il veicolo, un motore con potenza nominale non superiore a 250 W di potenza continua e assistenza elettrica che si interrompe a 25 km/h (15,5 mph). Se un veicolo non rientra in tali parametri, può essere trattato come un veicolo a motore e diventa soggetto a requisiti quali immatricolazione, assicurazione, patente e uso di un casco omologato.

La guida pone particolare enfasi sulle prestazioni di un veicolo nel mondo reale piuttosto che semplicemente su come ha lasciato la fabbrica. Si consiglia agli agenti di cercare segni di manomissione, modalità di guida senza restrizioni, funzionamento con solo acceleratore a velocità e prove che i limitatori di velocità siano stati rimossi. Sta diventando sempre più comune per le persone acquistare kit di conversione fai-da-te per biciclette convenzionali, molti dei quali possono spingerli oltre l’ambito della legislazione sopra menzionata.

Uno dei punti chiave sottolineati in tutto il documento è che la classificazione dell’uso stradale dipende dall’uso effettivo. Una bicicletta che appare conforme sulla carta può comunque essere trattata come un veicolo a motore se le modifiche consentono di superare i limiti legali EAPC.

Per aiutare gli agenti a formulare tali giudizi, la guida evidenzia diversi indicatori di “bandiera rossa”, compresi i ciclisti che viaggiano a velocità senza pedalare, modalità “fuoristrada” visibili o senza restrizioni, controller aftermarket e accelerazioni non coerenti con un sistema di pedalata assistita legale.

La pubblicazione arriva in un contesto di crescente pressione sulla MCIA affinché affronti l’aumento delle biciclette elettriche illegali ad alta potenza, in un momento in cui le immatricolazioni di nuovi ciclomotori della categoria L1 sono diminuite di oltre il 40% dal 2022. Il calo, secondo la MCIA, è legato alla diffusione di macchine elettriche non regolamentate che operano al di fuori dei quadri esistenti.

Anche le forze di polizia di tutto il paese hanno segnalato crescenti difficoltà nel controllo delle e-bike illegali, con alcune operazioni che hanno scoperto reati più ampi tra cui la criminalità legata alla droga, il lavoro illegale e il possesso di armi. La MCIA sostiene che l’applicazione incoerente della normativa è stata aggravata dalla mancanza di una chiara guida nazionale da parte del governo.

Sebbene la nuova guida sia intesa a migliorare la coerenza, entrambi gli organismi del settore sottolineano che non crea una nuova legge. Al contrario, traduce la legislazione esistente e le linee guida del Dipartimento dei Trasporti in un quadro pratico che gli agenti possono applicare sul ciglio della strada, mentre qualsiasi decisione finale sullo status giuridico di un veicolo rimane una questione di competenza dei tribunali.

Puoi consultare tu stesso la guida su sito ufficiale.

Immagine principale: sito web della MCIA

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive