Autoliv brevetta il nuovo cinturino autoregolante per casco moto

Scritto da Daniele Bianchi

Il cinturino autoregolante del casco di Autoliv potrebbe rivoluzionare il design del coperchio, ma resta da vedere se si tratti di un vero passo avanti in termini di sicurezza o di una soluzione troppo ingegnerizzata.

La tecnologia dei caschi da motociclista potrebbe prendere una direzione nuova e intrigante, poiché la società di sicurezza automobilistica Autoliv ripensa come dovrebbe essere il sottogola di un casco.

Lo sviluppo della sicurezza dei caschi è aggressivo quanto quello delle biciclette che guidiamo. I produttori si concentrano costantemente sulla realizzazione di caschi più leggeri, più resistenti e più connessi. Un’area del design del casco che è cambiata poco nel corso degli anni, tuttavia, è il sottogola.

In genere, l’anello a doppia D è lo standard del settore. Tuttavia, per i tour e la guida su strada in generale, la facilità d’uso fornita dal cricchetto micrometrico lo ha reso un popolare piano B – e non fatemi nemmeno iniziare con il sistema Ruroc “Fid Lock”!

Ma negli anni a venire potrebbe essere disponibile un nuovo sistema di cinturini. E questo, se le affermazioni del suo produttore sono vere, si adatterà automaticamente alla testa del cavaliere.

Il sistema si basa sul tipo di tecnologia utilizzata nelle cinture di sicurezza delle auto, un’area che Autoliv conosce bene. Ciò significa che la cinghia del casco può essere allentata se il pilota la tira delicatamente, quindi può stringerla nuovamente per mantenere una perfetta aderenza alla testa del pilota. Resta da vedere come il sistema sarà in grado di stringere comodamente la cinghia e di non strangolare il ciclista, sebbene esista un’altra caratteristica di sicurezza del sistema.

Molte cinture di sicurezza per auto, nel caso in cui il veicolo fosse coinvolto in un incidente, si stringerebbero attorno all’utente per garantire che non vengano scagliate all’interno del veicolo o, nel peggiore dei casi, espulse da esso. Autoliv ha applicato questa teoria al design del cinturino, anche se non stringe strettamente il cinturino in caso di sobbalzo, ma si limita a bloccarlo per evitare che si allenti.

Ci sono ancora alcuni punti interrogativi sulla legittimità del sistema, il più urgente è il modo in cui i suoi creatori propongono di stipare tutto quel kit meccanico negli stretti confini di un casco da motociclista. E con ciò, il peso del coperchio subirà un impatto negativo? In secondo luogo, è davvero necessario? Un casco che si stacca in un incidente è un evento raro e spesso può essere attribuito a una cattiva fabbricazione o a un errore dell’utente. Abbiamo davvero bisogno di un dispositivo meccanico per stringere le palpebre prima di ogni uscita: stiamo davvero diventando così pigri?!

Se questo sia il prossimo grande passo avanti nella sicurezza dei caschi o una soluzione intelligente a un problema che in realtà non esiste è ancora oggetto di dibattito. Sulla carta, l’idea di Autoliv ha dei meriti, soprattutto se può davvero migliorare la vestibilità e la consistenza senza aggiungere volume o peso. Ma nel mondo reale, dove un coperchio adeguatamente fissato è già un elemento non negoziabile, sembra una di quelle innovazioni che potrebbero riguardare più ciò che è possibile che ciò che è necessario. Come sempre, la prova sarà in come si comporta su strada e se i ciclisti sentono effettivamente di averne bisogno in primo luogo.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive