Haringey intraprende la strada meno battuta ascoltando i motociclisti

Scritto da Daniele Bianchi

Haringey si sta impegnando direttamente con i motociclisti per mappare i punti caldi del rischio e ridurre le collisioni, segnando un notevole cambiamento rispetto alla posizione pesante che i motociclisti spesso affrontano.

Il Comune di Haringey ha lanciato una nuova piattaforma online volta a ridurre gli incidenti e i feriti in moto sulle strade del distretto. In un clima in cui i motociclisti spesso si sentono come se fossero considerati i peggiori delinquenti sulle strade, è una mossa che fa sembrare il quartiere nord di Londra un po’ più progressista rispetto a molti dei suoi pari.

Denominata “Safe Rides Safe Roads”, la campagna invita i ciclisti che vivono o lavorano ad Haringey a segnalare in modo confidenziale i punti caldi del pericolo, evidenziare problemi di sicurezza ricorrenti e persino suggerire possibili soluzioni. È un approccio piacevolmente collaborativo, sostenuto dal Motorcycle Action Group (MAG) e dal sindacato GMB, e che tende all’impegno piuttosto che all’applicazione.

Nel complesso, non sempre i comuni godono della migliore reputazione nella mente della maggior parte dei ciclisti. Per la maggior parte, ci sentiamo trascurati e ignorati e, troppo spesso, la narrazione è dominata da lamentele sul rumore, repressione dei comportamenti antisociali e restrizioni generali sull’accesso. Haringey, tuttavia, sembra adottare un approccio più basato sui dati, chiedendo ai motociclisti com’è la vita su due ruote sulle sue strade.

E i numeri suggeriscono che ci sono buone ragioni per ascoltare, dato che ogni anno circa 200 motociclisti rimangono feriti sulle strade di Haringey, la maggior parte dei quali guida moto di cilindrata inferiore tra 50 e 125 cc. Questi sono il tipo di biciclette e scooter comunemente usati dai fattorini che mantengono Londra nutrita, abbeverata e al lavoro. Solo nel 2024, 181 ciclisti sono rimasti feriti sulle strade gestite dal Comune.

I dati sugli incidenti evidenziano che la maggior parte di questi incidenti si verificano tra le 17:00 e le 20:00 e, non sorprende che la maggior parte coinvolga un’auto. Essendo una persona che fa regolarmente il pendolare attraverso Haringey diretta all’ufficio di Italiano Enduro, è un classico caso di zona di pericolo urbano: traffico dell’ora di punta, luce fioca e guidatori stanchi (e il più delle volte distratti dal telefono).

La piattaforma stessa è semplice, con solo un breve questionario da completare e una mappa per identificare le posizioni problematiche. Il sito web include anche dettagli e informazioni di base sul progetto. Qualsiasi contributo inviato tramite il portale è riservato, il che dovrebbe incoraggiare un feedback onesto da parte di un gruppo non sempre convinto che le proprie voci vengano ascoltate.

Parlando del progetto, Colin Brown, direttore delle campagne e dell’impegno politico presso il Motorcycle Action Group, ha dichiarato:

“Il Motorcycle Action Group è lieto di collaborare con il Consiglio di Haringey e GMB su questa iniziativa.

È fondamentale che i punti di vista e le esperienze dei ciclisti di Haringey vengano ascoltati in modo che gli interventi possano rispondere ai problemi reali piuttosto che a quelli presunti.

Incoraggiamo tutti i ciclisti che utilizzano le strade di Haringey a sfruttare questa opportunità. Questa è una rara opportunità per i ciclisti di dare forma a ciò che accade, quindi non perdetela!”

L’iniziativa fa parte della più ampia strategia Vision Zero di Haringey, un piano a lungo termine per eliminare morti e feriti gravi sulle strade entro il 2041.

Resta da vedere se diventerà un modello per altri consigli, ma va riconosciuto il merito: lavorare con i ciclisti invece che contro di loro sembra un passo che la maggior parte dei consigli locali dovrebbe adottare.

I corridori hanno tempo fino a domenica 15 marzo per dire la loro. Per saperne di più o per dare qualche suggerimento, vai al sito ufficiale.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive