Il motociclista del Nordschleife si rivolge al crowdfunding per annullare il divieto di utilizzo delle biciclette

Scritto da Daniele Bianchi

A seguito di una petizione che ha raccolto più di 5.000 firme, un appassionato di bici del Nordschleife sta cercando il crowdfunding per avviare un procedimento legale con gli operatori del circuito.

Fu più o meno in questo periodo l’anno scorso che si diffuse la notizia che alle moto sarebbe stato vietato prendere parte ai Touristenfahrten (giri turistici) intorno al leggendario Nürburgring, chiamato anche Nordschleife.

Da allora, ai motociclisti è stato consentito l’accesso alla sede, anche se tramite passeggiate guidate con istruttori che guidano i ciclisti in sessioni esclusivamente motociclistiche. Per alcuni, però, la mossa non è andata abbastanza lontano, e non molto tempo dopo che i tradizionali giri del Touristenfahrten erano stati aboliti, è stata lanciata una petizione per annullare la sentenza.

La petizione ha raccolto oltre 5.000 firme ed è ancora in crescita, ma per Ralf Bollinger, che cavalca il Nordschleife da circa trent’anni (ed è l’uomo che ha avviato la petizione), il caso è tutt’altro che chiuso.

Al centro del caso Bollinger c’è un pezzo di legge della Renania-Palatinato, che riguarda l’accesso “non discriminatorio” alla sede. La legislazione relativa all’utilizzo del circuito è stabilita nella “Legge del Nürburgring”, concordata durante la privatizzazione del circuito.

L’accesso del pubblico al circuito risale a quasi 100 anni fa, con i primi giri Touristenfahrten, aperti a chiunque abbia un’auto o una motocicletta omologata per la strada – e persino autobus turistici e camper – risalenti al 1927. Per rendere le sessioni il più sicure possibile, il sorpasso di altri veicoli è limitato e pesantemente monitorato, e alcune aree della pista possono essere soggette a limiti di velocità.

Con questi punti in mente, Bollinger ritiene che guidare una moto sul circuito in una sessione turistica aperta, quando auto e moto sono mescolate, sia già il più “sicuro” possibile, proseguendo dicendo che dipende dalla “decisione personale dei singoli motociclisti se partecipare o meno ai giri turistici”.

Bollinger ora crede di poter utilizzare il sistema legale per contribuire a revocare il divieto, e si è rivolto a uno studio legale che ha già esperienza nel vincere casi come questo. I prossimi passi ovviamente costeranno denaro, con Ralf che stima che una relazione di esperti e una richiesta formale all’operatore costeranno nella regione di € 10.000 – circa £ 8.700.

Per Bollinger, l’obiettivo non è semplicemente ripristinare le sessioni miste, ma sfidare quella che considera un’applicazione non uniforme dei diritti di accesso in uno dei luoghi più storici del motorsport. Resta da vedere se lo sforzo di crowdfunding guadagnerà abbastanza terreno da imporre un ripensamento legale, ma il risultato dovrebbe, almeno, aiutare ad aprire un dialogo con coloro che stabiliscono le regole.

Puoi controllare il pagina della petizione e il pagina del crowdfunding sui link.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Notizie sportive