Multa record da 700.000 euro per eccesso di velocità: la svolta potrebbe arrivare anche nei Paesi Bassi?

Scritto da Daniele Bianchi

700.000 euro di multa per eccesso di velocità? No, non è uno scherzo da pesce d’aprile svizzero: è la realtà in alcuni paesi e il dibattito sta lentamente attraversando i confini fino ai Paesi Bassi. Ma siamo pronti per una rivoluzione sulle nostre strade… e soprattutto nei nostri portafogli?

Il principio: il portafoglio come misura della penalità

In Svizzera e Finlandia ricevere sanzioni salate da decine di migliaia di euro non è una stranezza per milionari distratti al volante. Lì, il sistema delle cosiddette “giornaliere” stabilisce che la multa per eccesso di velocità dipende dal tuo reddito giornaliero: in pratica, più guadagni, più rischi di ricevere una stangata da antologia. Grazie (o colpa) di questo sistema, un automobilista svizzero si è visto recapitare quest’estate una multa di quasi 100.000 euro per aver superato il limite di 27 km/h. Ma il vero record – preparate i fazzoletti – spetta ancora a un automobilista svedese con una Mercedes multato per oltre 700.000 euro.

C’è un senso dietro questa apparente follia finanziaria: secondo la teoria, la sanzione deve avere lo stesso peso per chiunque, che tu sia uno studente squattrinato o l’amministratore delegato di una multinazionale.

Sondaggi e opinioni: la società olandese è pronta?

Un recente studio condotto da Wegenvignetten.nl su 1250 cittadini olandesi dipinge un panorama frastagliato ma interessante. Quasi il 38% si dice favorevole a rendere le multe proporzionali al reddito. Il 37% invece è fermamente contrario, mentre il restante quarto della popolazione è ancora indeciso, forse traumatizzato dall’ipotesi di vedersi arrivare una multa a cinque cifre dopo un’accelerazione di troppo.

Curiosamente, sono soprattutto gli uomini a sostenere questa idea: quasi la metà dei maschi intervistati si è dichiarata favorevole, contro solo un terzo delle donne. Ma la geografia conta quanto il genere: le regioni di Overijssel (46%) e Drenthe (45%) registrano sostegni nettamente superiori alla media nazionale, mentre a Zeeland appena il 27% voterebbe sì al cambiamento.

Medaglie d’oro per senso di equità vanno anche ai giovani e agli over 60, che si sorprendono d’accordo più spesso del previsto: entrambe le fasce d’età riconoscono i vantaggi di una redistribuzione più giusta delle multe stradali.

La politica preferisce… il silenzio

Sebbene il dibattito sia vivace nella società olandese, la politica sembra praticare lo yoga zen, restando in silenzio quasi assoluto sull’argomento. L’unica formazione a prendere una posizione esplicita è Volt, che nel proprio programma sostiene che le multe dovrebbero essere “basate sulla capacità contributiva”.

Dall’altro lato, partiti come FvD e BVNL spingono per multe più leggere, mentre la VVD, senza paura delle impopolarità, chiede sanzioni più severe per i cosiddetti “verkeershufters” (leggasi “pirati della strada” in salsa locale). I grandi nomi come PVV, D66, CDA e GroenLinks-PvdA tacciono rumorosamente sul tema delle multe legate al reddito.

I vantaggi e le trappole di un sistema proporzionato

Le ricerche finlandesi mostrano che le “giornaliere” conducono a una riduzione delle recidive. Purtroppo, però, l’effetto si attenua col tempo: il deterrente funziona, ma solo fino a quando il ricordo del portafoglio alleggerito resta vivido.

Ovviamente – come se la burocrazia non avesse già abbastanza fans – applicare un sistema di questo tipo comporterebbe nuove complessità. Secondo gli esperti olandesi, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe partecipare al calcolo delle sanzioni: privacy e burocrazia, dunque, rischiano di diventare veri e propri ostacoli, insieme ai rottami delle nostre vecchie convinzioni.

  • Equità percepita nella distribuzione delle multe
  • Difficoltà pratiche e rischi per la privacy
  • Possibile calo della recidiva (ma non garantito nel lungo termine)
  • Grande divario tra le opinioni dei cittadini e l’immobilismo della politica

Il dibattito, insomma, è tutt’altro che chiuso. E mentre aumentano le disparità economiche nei Paesi Bassi, cresce anche il desiderio di una giustizia stradale più… proporzionata. Nel frattempo, guidare prudentemente rimane il consiglio migliore, per ricchi e meno ricchi: che sia per salvare punti, euro o semplicemente la pazienza di spiegare alla nonna una sanzione da 700.000 euro!

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze