Produrre localmente, risparmiare sulle tasse e accedere ai bonus statali: la nuova strategia di Toyota potrebbe rivoluzionare il mercato delle sue auto elettriche in Europa.
La produzione si sposta in Repubblica Ceca
Fino a oggi, i modelli elettrici Toyota destinati all’Europa arrivavano per lo più dal Giappone. Questo, però, comportava due problemi: prezzi più alti dovuti ai costi di importazione e l’esclusione da molti incentivi statali riservati alle auto prodotte localmente. Ma qualcosa sta per cambiare radicalmente.
Dal 2028, un nuovo modello completamente elettrico sarà assemblato nello stabilimento di Kolín, in Repubblica Ceca, già attivo con le versioni ibride della Yaris e della Aygo. Con questa mossa, Toyota non solo taglia i costi, ma si mette in una posizione vantaggiosa per accedere a bonus ambientali e sgravi fiscali in molti paesi dell’Unione Europea.
Le regole europee spingono verso la produzione locale
Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha alzato la voce contro l’eccessiva dipendenza da veicoli elettrici cinesi, introducendo dazi e criteri più rigidi per i sussidi. In Francia, per esempio, una eco-score esclude automaticamente i modelli importati dalla Cina. Per Toyota, questo ha rappresentato un ostacolo: il modello bZ4X, prodotto in Giappone, non poteva beneficiare dei vantaggi fiscali in diversi mercati europei.
Ora che la produzione si sposta nel cuore dell’Europa, tutto cambia. Le auto elettriche Toyota potranno finalmente rientrare nei parametri previsti per ottenere incentivi statali, diventando così molto più appetibili per i clienti finali.
Un investimento importante
Per rendere possibile questa rivoluzione industriale, Toyota ha stanziato 680 milioni di euro per ampliare e potenziare lo stabilimento di Kolín. A supportare l’iniziativa c’è anche il governo ceco, con un contributo da 64 milioni di euro.
Il sito produttivo passerà da 152.000 a 173.000 metri quadrati, e secondo le stime del Ministero dell’Industria della Repubblica Ceca, questa espansione porterà benefici economici pari a 250 milioni di euro. Anche i vertici di Toyota sottolineano come questa scelta rappresenti un passo concreto verso una mobilità più pulita e accessibile.
Cosa sappiamo sul nuovo modello?
Al momento, molto poco. Il nome non è ancora stato annunciato, e foto o specifiche tecniche non sono state diffuse. L’unica certezza è che sarà la prima Toyota elettrica costruita interamente in Europa, e segnerà l’inizio di una strategia più aggressiva per conquistare spazio nel segmento EV europeo.
La mossa rientra in un contesto più ampio: Toyota ha recentemente aggiornato modelli come la bZ4X, la C-HR+ e la nuova Urban Cruiser, segnale evidente di un rinnovato impegno verso l’elettrificazione.
Un prezzo più competitivo all’orizzonte
Il vero punto forte di questa nuova strategia? Il prezzo. Con la produzione localizzata, Toyota potrà ridurre le spese legate all’importazione e beneficiare di sgravi fiscali, offrendo i suoi veicoli elettrici a un prezzo sensibilmente più basso rispetto a oggi.
Per il marchio giapponese, questo potrebbe essere il colpo di reni necessario per ritagliarsi un ruolo più solido nella combattutissima arena dell’auto elettrica europea. Per gli automobilisti, invece, potrebbe finalmente arrivare un’opzione Toyota elettrica davvero conveniente e ben equipaggiata. E forse, stavolta, l’auto dei sogni sarà anche un po’ più a portata di portafoglio.
