Nuova motorizzazione, più cavalli e consumi ridotti: ma il Renault Captur ibrido è davvero migliorato o si tratta solo di un aggiornamento sulla carta? Siamo andati a fondo per scoprirlo.
Il nuovo motore ibrido del Renault Captur segna un vero progresso?
Dopo cinque anni di onorato servizio, Renault ha deciso di dare nuova linfa al suo Captur ibrido, uno dei modelli più amati della gamma. La novità? Un motore termico da 1.8 litri che manda in pensione il vecchio 1.6, guadagnando 15 cavalli in più. La potenza combinata tocca ora quota 160 CV, mentre la batteria cresce a 1,4 kWh.
In apparenza, nulla di rivoluzionario. Ma sotto la carrozzeria, le modifiche tecniche sono più corpose di quanto sembri. Il nuovo propulsore adotta il ciclo Atkinson, noto per la sua efficienza, e insieme alla gestione ottimizzata dell’energia, consente una riduzione media dei consumi di 0,3 l/100 km. Risultato? Una percorrenza dichiarata di 4,4 l/100 km, con emissioni di CO₂ scese a 99 g/km.

Un Renault Captur sempre generoso negli allestimenti, dalla versione Techno in poi…
Sul fronte degli interni, nulla di particolarmente nuovo, ma resta comunque un punto di forza. Il Captur continua a offrire una dotazione tecnologica completa, a partire dalla versione Techno: ampio touchscreen, sistema Google Automotive, sedili ben rifiniti e quella pratica panchetta scorrevole, ideale per gestire meglio spazio e bagagli.
L’ambiente interno è accogliente e ben realizzato, anche se visivamente difficile da distinguere rispetto alla generazione precedente. Forse un’occasione persa per dare un colpo d’occhio più fresco, ma la sostanza c’è tutta.

Un Renault Captur ibrido molto più competitivo sul mercato
Con una concorrenza sempre più agguerrita, il nuovo Captur si presenta oggi con armi affilate: più silenzioso, più efficiente e con una gestione dell’ibrido più fluida. Nella guida quotidiana, si fa apprezzare per le frequenti fasi in modalità elettrica, anche a metà dell’acceleratore, e per l’avvio del motore termico molto più morbido e poco invasivo.
Il nuovo 1.8 si distingue anche per una sonorità più piena e meno invadente, mentre il coppia aumentata a 172 Nm permette di mantenere buone andature senza sforzi eccessivi. Il cambio, però, resta il punto debole: la trasmissione robotizzata a crabots, se spinta al massimo, dà ancora quella sensazione di esitazione nei passaggi di marcia.
Il nuovo Renault Captur ibrido ottiene un meritato 14/20
In prova, il Captur ha guadagnato mezzo secondo nello scatto da 80 a 120 km/h, ora chiuso in 7 secondi netti. Non esattamente sportivo, ma coerente con la filosofia del modello. In città e statali, la media si avvicina ai 4 l/100 km, mentre in autostrada ci si avvicina ai 6 l, comunque un ottimo dato per la categoria.
Alla guida, il SUV compatto di Renault si conferma piacevole: buona tenuta in curva, sterzo preciso e assetto reattivo. Di contro, il retrotreno rimane un po’ rigido sulle buche e il freno a bassa velocità continua a richiedere attenzione nella modulazione.
Il nuovo Renault Captur ibrido presenta una scheda tecnica convincente…
A conti fatti, il restyling tecnico del Captur non stravolge il modello, ma lo rende più maturo e completo. L’incremento di potenza, la maggiore efficienza e il miglior comfort acustico migliorano davvero l’esperienza quotidiana. E con un prezzo di partenza di 30.000 euro, si conferma una delle proposte più razionali e versatili del segmento.
Un SUV che non vuole stupire con effetti speciali, ma che fa bene tutto ciò che promette. E per molti automobilisti, è già più che sufficiente.
