Un’icona del design su due ruote sbarca in Asia, mantenendo il cuore italiano ma aprendosi a nuovi orizzonti. Ecco perché questa alleanza con la Cina potrebbe cambiare le regole del gioco per il mondo degli scooter ad alte prestazioni.
QJ Motor sta lavorando al fianco di Itajet per iniziare a costruire modelli Dragster 700 per il mercato cinese
La scena degli scooter ad alte prestazioni si arricchisce di un capitolo tutto nuovo: il Dragster 700, lo scooter muscoloso e futurista di Italjet, è pronto a conquistare anche le strade cinesi. Ma non si tratta di un semplice sbarco: dietro le quinte, c’è un’alleanza industriale strategica con il colosso asiatico QJ Motor, che produrrà il modello per il solo mercato cinese.
Le immagini trapelate di recente in rete non hanno lasciato spazio a molti dubbi: la silhouette aggressiva e il taglio sportivo ricordano esattamente il Dragster 700 che tanti hanno ammirato all’EICMA. In molti avevano ipotizzato un rebranding da parte di QJ, ma la verità è più sfumata: Italjet mantiene la piena proprietà del nome, del marchio e dei diritti di progettazione. I modelli costruiti in Cina saranno sì assemblati da QJ, ma resteranno a tutti gli effetti Italjet, con tanto di firma tricolore.
Dragster 559 Twin
Per chi se lo fosse perso, il Dragster 700 ha lasciato il segno fin dal suo annuncio. Uno scooter con 700 cc, 70 cavalli, cambio manuale e componentistica di primo livello – marchiata Öhlins e Brembo – non si vede tutti i giorni. È il genere di mezzo che ti fa voltare per strada, anche se sei uno di quelli che si vanta di “non badare alle moto”.
La versione cinese, costruita da QJ ma identica nella sostanza, promette 75 cavalli, un peso di 205 kg e una velocità massima di quasi 200 km/h. Non proprio il motorino del postino, insomma. Ma più sorprendente ancora è la presenza della frizione a mano e del cambio manuale, una scelta coraggiosa per un mezzo che si definisce scooter, ma strizza decisamente l’occhio al mondo delle moto vere e proprie.
Il design resta quello ultra-caratteristico: basso, affilato, con linee che sembrano uscite da un fumetto cyberpunk. Un oggetto che non vuole piacere a tutti, ma che punta dritto agli appassionati veri, quelli che sanno riconoscere un progetto audace quando lo vedono.
Con questa mossa, Italjet punta a espandersi oltre i confini europei, mantenendo però salde le sue radici. E se da una parte QJ Motor è sinonimo di efficienza produttiva e visione asiatica del mercato, dall’altra il Dragster 700 resta un prodotto profondamente italiano: nello stile, nella concezione e nel suo spirito un po’ ribelle.
L’unione tra questi due mondi potrebbe non solo portare più Dragster su strada, ma anche inaugurare una nuova stagione per i super scooter: più potenti, più sofisticati e – perché no – più divertenti da guidare.
