Questa Renault 19 venduta a 39.900 €: tesoro vintage o enorme truffa?

Scritto da Daniele Bianchi

Può davvero una compatta degli anni ’90 valere quasi 40 mila euro? Una Renault 19 16S immacolata, con poco più di 18 mila chilometri, ha scatenato un acceso dibattito tra nostalgici e scettici. È un gioiello da collezione o solo una mossa di marketing travestita da rarità?

Una tedesca di nascita, francese di cuore

Questa Renault 19 del 1991 non è una vettura qualunque: ordinata in Germania da una signora sessantenne con gusti raffinati, era dotata di tutto ciò che allora rappresentava il massimo lusso. Climatizzatore, tetto apribile elettrico, ABS, servosterzo, cerchi larghi e il leggendario autoradio Blaupunkt. Dopo la morte della proprietaria, l’auto è rimasta custodita per anni in concessionaria, protetta come una reliquia.

La vernice grigio “Iceberg” è ancora lucida, senza tracce di ruggine. Il libretto dei tagliandi è completo e l’auto sembra appena uscita di fabbrica. Eppure, chiedere quasi 40 mila euro per una R19, anche se tra le prime versioni a 16 valvole, è un azzardo. Con la stessa cifra si porta a casa una Mégane RS con molti più cavalli e sicuramente più appeal moderno.

137 cavalli di pura nostalgia

Sotto il cofano batte un 1.8 da 137 cavalli, capace di 212 km/h e di uno 0-100 in 9 secondi. Numeri rispettabili per l’epoca, soprattutto perché la 16S abbandonava i vecchi turbo per abbracciare la filosofia dei motori plurivalvole.

Alla guida, il fascino è quello delle auto senza filtri: niente elettronica invadente, nessun display digitale, solo volante, cambio e un sound ruvido. Per chi ha vissuto gli anni ’90 in sella a una 19, il richiamo emotivo è fortissimo. Ma è sufficiente per giustificare il prezzo di una sportiva attuale?

Tra passione e speculazione

Il mercato delle youngtimer è in piena ascesa. Modelli che una volta erano auto da famiglia ora entrano nei garage dei collezionisti. Con oltre 6 milioni di esemplari prodotti, la Renault 19 non è certo un’auto rara, ma un esemplare con meno di 20 mila chilometri e conservato in condizioni perfette è un’eccezione.

La domanda però resta: stiamo parlando di un tesoro da collezione o di pura speculazione nostalgica? Gli appassionati più radicali potrebbero vederci un investimento a lungo termine. Per il comune automobilista, invece, probabilmente si tratta solo di un prezzo esagerato per un salto indietro nel tempo.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze