Negli Stati Uniti si cambia filosofia: basta con le regole dettate dal comportamento degli automobilisti, ora le velocità verranno stabilite pensando a pedoni, ciclisti e sicurezza collettiva.
La regola dell’85° percentile
Per decenni, le limitazioni di velocità americane sono state determinate con un criterio singolare: la regola dell’85° percentile. In pratica, gli ingegneri osservavano a quale velocità viaggiava la maggioranza degli automobilisti e fissavano il limite poco sotto. Se tutti acceleravano, anche i cartelli salivano di conseguenza.
Questa logica ha portato a un paradosso: invece di punire gli eccessi, li premiava, creando strade dove si correva sempre di più, spesso a scapito di pedoni e ciclisti.
Il modello delle “City Limits”
Dal 2020, però, sta prendendo piede un approccio diverso, promosso dall’Associazione nazionale dei responsabili dei trasporti urbani. Con il modello delle City Limits, non è più la velocità media dei conducenti a dettare legge, ma il contesto urbano.
Un centro città affollato può scendere da 25 a 20 mph (da circa 40 a 32 km/h), mentre una zona residenziale più tranquilla può salire a 35 mph (56 km/h). L’obiettivo è chiaro: proteggere gli utenti più vulnerabili e ridurre gli incidenti nelle aree dove la convivenza tra auto, bici e pedoni è più delicata.
L’intervento del governo federale
Nel 2023, la Federal Highway Administration ha messo fine a ogni ambiguità: la regola dell’85° percentile non era mai stata un obbligo, e anzi rischiava di incoraggiare velocità pericolose.
Se sulle lunghe autostrade deserte poteva avere senso, nelle metropoli congestionate era diventata insostenibile. Oggi il governo invita i gestori delle infrastrutture a basarsi su criteri di sicurezza e contesto reale, non sui comportamenti, spesso rischiosi, degli automobilisti.
Quando rallentare significa salvare vite
I dati dimostrano che abbassare i limiti può fare la differenza. A New York, dal lancio del programma Vision Zero nel 2014, gli incidenti mortali sono diminuiti del 30% in cinque anni. Oltre alle vite salvate, la città ha risparmiato circa 90 milioni di dollari in costi sanitari e sociali.
È vero, l’utopia del “zero vittime” resta lontana. Ma la matematica della sicurezza è chiara: correre meno non fa perdere davvero tempo, mentre può salvare una vita. Dopo tutto, viaggiare dieci chilometri orari più veloce raramente significa arrivare molto prima, ma aumenta in modo esponenziale i rischi.
Conclusione
Gli Stati Uniti stanno archiviando un sistema che per troppo tempo ha lasciato agli automobilisti il potere di decidere i limiti. Con il modello delle City Limits, la priorità torna alla sicurezza collettiva: meno incidenti, più vite protette e un uso più intelligente delle risorse pubbliche. Un cambio di passo che potrebbe ispirare anche altre nazioni.
