Un tragitto quotidiano può trasformarsi in una trappola costosa. È ciò che è successo a un agente di sicurezza piemontese, che in pochi mesi ha accumulato oltre cento multe per eccesso di velocità.
Un radar difficile da notare
Per sei mesi, l’uomo ha percorso ogni giorno la stessa strada provinciale per andare e tornare dal lavoro. Senza rendersene conto, veniva flashato due volte al giorno da un nuovo autovelox installato in un punto nascosto e privo di segnaletica visibile.
Alla fine, il conto è stato salatissimo: più di 100 infrazioni registrate nello stesso tratto e una sanzione complessiva di circa 28.000 euro.
Le contestazioni del lavoratore
Il lavoratore, che guadagna 1.100 euro al mese, ha ammesso di aver superato i limiti, ma di pochi chilometri orari. Secondo lui, il radar sarebbe stato collocato con l’unico obiettivo di fare cassa, senza alcuna funzione di prevenzione reale.
A suo sostegno cita una sentenza della Corte di Cassazione italiana, secondo cui i dispositivi di rilevamento devono essere chiaramente segnalati e ben visibili. In questo caso, sostiene, l’apparecchio era nascosto e privo di cartelli di avviso.
Una battaglia legale complessa
I tempi per contestare le singole multe sono ormai scaduti. Tuttavia, l’agente spera di ottenere almeno una riduzione della cifra complessiva, presentando ricorso in base all’irregolarità della segnaletica.
«Sono disperato», ha dichiarato a un quotidiano locale, sottolineando come un debito del genere sia insostenibile per il suo reddito.
Una vicenda che fa discutere
Il caso ha acceso il dibattito sull’uso degli autovelox in Italia. Secondo l’ACI e altre associazioni di automobilisti, i controlli dovrebbero servire principalmente a garantire la sicurezza stradale e non a colpire i cittadini con multe a raffica.
Ora resta da capire se la giustizia gli concederà uno sconto o se dovrà affrontare interamente questa multa record, che rischia di segnare a lungo la sua vita personale ed economica.
