I tunnel anti-traffico di Elon Musk ? Sono già intasati

Scritto da Daniele Bianchi

Al CES di Las Vegas, i famosi tunnel sotterranei ideati da Elon Musk promettevano di rivoluzionare la mobilità urbana. La realtà, però, ha lasciato molti osservatori perplessi: tra ingorghi, attese e spazi angusti, l’esperimento sembra lontano dalle grandi ambizioni iniziali.

Un’idea futuristica che non convince

Il centro congressi di Las Vegas è il primo luogo al mondo dove si possono provare i tunnel della The Boring Company. Il progetto era stato presentato come una svolta per il traffico urbano: un sistema automatizzato, rapido e privo di ingorghi, capace di portare le persone da un punto all’altro della città in pochi minuti. Nei fatti, però, il servizio si limita a un giro in Tesla guidate da autisti, con un massimo di tre passeggeri per corsa.

I limiti del sistema

Il problema principale emerge quando il flusso di persone aumenta. Durante eventi come il CES, basta che qualche passeggero impieghi più tempo a scendere dall’auto per creare rallentamenti a catena. Le stazioni di sosta appaiono troppo piccole e la configurazione poco pratica per gestire grandi numeri. Più che un’innovazione, sembra un taxi sotterraneo dalle capacità molto ridotte.

Un rischio per i claustrofobici

Un rischio per i claustrofobici

Le immagini diffuse online mostrano tunnel stretti, privi di reali vie di fuga, che potrebbero mettere a disagio chi soffre di claustrofobia. Non è un caso che le auto siano guidate da professionisti: un piccolo errore umano in uno spazio simile avrebbe conseguenze pesanti non solo per i passeggeri, ma anche per l’immagine della società di Musk.

Dubbi sull’espansione del progetto

Nonostante i limiti già emersi, la città di Las Vegas sembra intenzionata ad ampliare la rete sotterranea. Una scelta che lascia aperti molti interrogativi, soprattutto se si pensa che soluzioni tradizionali ad alta capacità, come metropolitane o tram veloci, avrebbero un impatto ben più concreto sulla riduzione del traffico. La suggestione futuristica, almeno per ora, sembra aver superato la praticità.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze