Il nome Italjet evoca immediatamente design aggressivo e soluzioni fuori dal comune. Dopo aver stupito agli eventi internazionali con prototipi spettacolari, il marchio bolognese è pronto a muovere una nuova pedina importante. Questa volta la scena non è l’Italia, ma la Cina, dove il celebre Dragster 700 sarà prodotto per un pubblico in forte crescita, pur mantenendo salda la sua identità italiana. Una mossa che unisce l’anima del made in Italy con la capacità produttiva di uno dei mercati più grandi al mondo.
Una collaborazione che guarda a Oriente
Le recenti immagini di brevetto trapelate in Cina hanno suscitato curiosità tra gli appassionati: a prima vista sembrava quasi una copia del Dragster 700, tanto che alcuni media internazionali hanno ipotizzato un semplice “rebadge”.
In realtà la situazione è diversa : sarà il gruppo QJ Motor a produrre il modello destinato esclusivamente al mercato cinese, ma le moto porteranno comunque il marchio Italjet, che rimane proprietaria del nome e dell’identità del progetto.
Il ritorno di un’icona sportiva
Chi ha visitato l’EICMA di Milano ricorderà l’entusiasmo che circondava il debutto del Dragster 700: un super-scooter dal motore da 700 cc, 70 CV, cambio manuale e dettagli tecnici firmati da marchi di eccellenza come Öhlins e Brembo.
Il design, con le sue linee tese e il telaio a vista, ha saputo catturare l’immaginazione degli appassionati di due ruote, diventando simbolo di una filosofia che non teme di osare.
Specifiche che non passano inosservate
Secondo i dati preliminari, il Dragster 700 destinato alla Cina manterrà gran parte del carattere che lo ha reso famoso: potenza dichiarata di 75 CV, peso attorno ai 205 kg e una velocità massima vicina ai 200 km/h.
La presenza di una frizione manuale e di un cambio a innesti lo rende qualcosa di unico nel panorama scooteristico, più vicino al mondo delle naked sportive che a quello dei commuter urbani.
