Attivisti incollati al suolo del Museo Porsche lasciati 42 ore senza luce né riscaldamento

Scritto da Daniele Bianchi

Un’azione dimostrativa per chiedere la decarbonizzazione del settore automobilistico tedesco si è trasformata in un episodio controverso, tra accuse di ipocrisia e condizioni di protesta al limite.

La protesta al Museo Porsche

Il 19 ottobre, una decina di attivisti del gruppo ambientalista Scientist Rebellion si è incollata al pavimento del Museo Porsche di Wolfsburg, in Germania. Il gesto, volutamente simbolico, voleva attirare l’attenzione sull’urgenza di ridurre le emissioni dell’industria automobilistica tedesca.

Secondo il racconto degli attivisti, il direttore del museo non ha voluto dialogare e ha lasciato l’edificio senza accogliere le loro richieste. Poco dopo, sarebbero rimasti senza riscaldamento e senza luce, bloccati accanto alle auto esposte.

42 ore di resistenza

La permanenza forzata è durata quasi due giorni. Durante questo tempo, i manifestanti non avrebbero avuto accesso a servizi igienici e si sarebbero trovati in condizioni di forte disagio. Gianluca Grimalda, uno dei partecipanti, ha definito “ipocrita” l’atteggiamento della direzione, sostenendo che inizialmente fosse stato dato un consenso alla protesta.

Grimalda ha iniziato anche uno sciopero della fame, ma è stato evacuato poche ore prima dell’arrivo della polizia a causa di un gonfiore alla mano incollata, sospettando la formazione di coaguli di sangue.

Azioni sempre più eclatanti

L’episodio si inserisce in una serie di iniziative radicali condotte da movimenti pro-clima nelle ultime settimane. Altri gruppi, come Just Stop Oil, hanno attirato l’attenzione mediatica con gesti clamorosi, tra cui il lancio di salsa di pomodoro su un quadro di Van Gogh e la “tortata” alla statua di cera di Re Carlo III al museo Madame Tussauds.

La protesta al Museo Porsche, però, ha acceso un dibattito non solo sull’efficacia di azioni così estreme, ma anche sulla gestione delle stesse da parte delle istituzioni coinvolte.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze