Specchietti con telecamere: un’assurdità in più per l’automobilista

Scritto da Daniele Bianchi

Nell’epoca in cui l’auto sembra diventare sempre più un salotto tecnologico su ruote, qualcuno ha pensato di sostituire i retrovisori tradizionali con telecamere e schermi ad alta definizione. Una scelta che, a prima vista, può sembrare “futuristica”, ma che nella pratica rivela più difetti che vantaggi.

Quando la semplicità funziona meglio

Il concetto è semplice: al posto di un vetro specchiante, una telecamera invia l’immagine a un piccolo display interno. Ma il problema arriva alla prima esperienza d’uso. Durante una prova su una Honda e, mi sono trovato a coprire parzialmente l’immagine della telecamera sinistra con la mano, obbligandomi a spostarla per capire cosa succedeva dietro. In una manovra d’emergenza, anche mezzo secondo può fare la differenza.

Il cruscotto della Honda e è molto bello. Ma anche lì, notiamo che il volante oscura lo schermo posteriore sinistro
Il cruscotto della Honda e è molto bello. Ma anche lì, notiamo che il volante oscura lo schermo posteriore sinistro

Inoltre, guardare verso un monitor sul cruscotto è un gesto controintuitivo: l’occhio deve distogliersi dalla strada e non si ha la stessa percezione immediata di quando si sposta lo sguardo verso un retrovisore esterno, che permette anche un controllo diretto di eventuali angoli ciechi.

Più complicazioni che benefici

Un altro punto a sfavore è l’affidabilità. Uno specchio non “va in tilt”, mentre un sistema elettronico complesso può guastarsi. E poi c’è un aspetto pratico spesso sottovalutato: i retrovisori fisici fungono anche da “barriera protettiva” per la carrozzeria, tenendo a distanza motorini e ciclisti troppo disinvolti.

Ah, questa è la sicurezza è impossibile avere subito uno specchietto retrovisore sinistro, nella Honda e o in altre auto dotate di telecamere posteriori
Ah, questa è la sicurezza è impossibile avere subito uno specchietto retrovisore sinistro, nella Honda e o in altre auto dotate di telecamere posteriori

L’unico vero vantaggio? Forse qualche microscopico miglioramento del Cx aerodinamico. Ci sono anche retrovisori interni a schermo che funzionano con una telecamera posteriore: personalmente non mi ci sono mai abituato, ma almeno in quel caso è possibile disattivarli e tornare a un’immagine naturale.

Dove ci porterà questa corsa al gadget?

Un'Audi Q8 e-tron dotata di telecamere posteriori montate su bracci. Pertanto, non consentono di risparmiare molto spazio esterno...
Un’Audi Q8 e-tron dotata di telecamere posteriori montate su bracci. Pertanto, non consentono di risparmiare molto spazio esterno…

Se la tendenza è questa, cosa ci aspetta? Forse auto senza vetri, sostituiti da schermi ovunque? Qualcuno ci sta già pensando, nonostante l’idea sembri uscita da un film di fantascienza di dubbio gusto.

Se davvero il futuro sarà elettrico, allora ha senso puntare su vetture semplici, leggere ed efficienti, evitando di aggiungere gadget energivori che complicano la guida senza offrire un reale vantaggio. In fondo, a volte la tecnologia migliore è quella che non c’è.

Onestamente, anche sulla Honda e, quelle maledette telecamere rovinano l'estetica più di ogni altra cosa...
Onestamente, anche sulla Honda e, quelle maledette telecamere rovinano l’estetica più di ogni altra cosa…
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze