La SSC Tuatara spinge al limite: scopri la velocità record (e se è legale su strada!)

Scritto da Daniele Bianchi

Con il suo motore V8 biturbo e una struttura in fibra di carbonio, questa hypercar americana sfida i limiti della fisica e della strada, raggiungendo velocità che pochi hanno osato testare. Scopri come un’auto nata per il circuito può trasformarsi in un simbolo di accelerazione fulminea e cosa serve per renderla davvero street-legal.

Das zamer Basismodell SSC Tuatara

Nel 2020 la Tuatara fece parlare di sé per la presunta velocità di 532 km/h, ma la misurazione venne smentita per errori nei dati. Determinata a confermare le proprie capacità, la squadra guidata da Larry Caplin tornò al Johnny Bohmer Proving Grounds il 14 maggio 2022 e raggiunse i 474,8 km/h in appena 2,3 miglia, sfruttando ogni centimetro della pista in calcestruzzo del Kennedy Space Center.

Alla guida di questa performance c’è un V8 biturbo da 5,9 L che eroga 1.750 CV con E85, associato a un cambio CIMA a 7 marce e a innesti sotto i 100 ms. Il cuore meccanico è incastonato in un monoscocca in fibra di carbonio dal peso di soli 1.247 kg a secco, ottenendo un coefficiente aerodinamico di 0,279 che spiega la rapidità di raggiungimento della velocità massima.

Ricordo la prima volta che vidi dal vivo la Tuatara a un evento motorsport: l’aura di innovazione e precisione al dettaglio era palpabile, e benché sedersi al volante non fosse un’opzione, bastava osservare le linee tese e aggressive per capire di trovarsi di fronte a un veicolo concepito per l’estremo.

Der Angreifer und Stürmer: Track-Fokussierte Monster

Per chi cerca emozioni ancora più forti, SSC propone il Tuatara Aggressor, un’esclusiva da pista da 2.200 CV su methanol, equipaggiata con uno spartitore anteriore e un diffusore posteriore estremamente aggressivi e alettone attivo. Questa configurazione annulla l’omologazione stradale, trasformando la hypercar in un’autentica arma di aderenza e velocità.

Se invece desideri un equilibrio tra strada e circuito, il Tuatara Striker mantiene l’omologazione street-legal, integrando parti del pacchetto aerodinamico dell’Aggressor. Durante un test drive ho potuto apprezzare la tenuta in curva estrema: anche a oltre 200 km/h la risposta dello sterzo rimane chirurgica, regalando un’esperienza di guida che unisce adrenalina e controllo millimetrico.

Daniele Bianchi
Daniele Bianchi
Daniele Bianchi, nato a Milano nel 1980, è una figura di spicco nel giornalismo automobilistico italiano. Fin dalla giovane età ha nutrito una passione per le moto e le automobili, che lo ha portato a laurearsi in Comunicazione e Giornalismo all'Università di Bologna. Fondatore di Italiano Enduro, Daniele è conosciuto per la sua competenza tecnica e il suo stile narrativo coinvolgente.
Pubblicato in: Tendenze