Dacia Bigster batte il Duster : il nuovo SUV conquista l’Europa

Scritto da Gabriele Giordano

C’era un tempo in cui parlare di Dacia significava automaticamente pensare a prezzi stracciati, all’essenziale senza fronzoli, all’auto “giusta” per chi voleva muoversi senza spendere troppo. Ma ora, con l’arrivo del nuovo Bigster, qualcosa sta cambiando. Il SUV più grande mai prodotto dal marchio rumeno alza l’asticella — e anche il listino. Ma questo salto di categoria è davvero giustificato? Oppure Dacia sta rischiando di perdere la sua anima “popolare”?

Dacia Bigster: un SUV più grande, più ricco, più ambizioso

Il Bigster rappresenta un salto di qualità per il marchio. Costruito sulla stessa base tecnica del Duster, con cui condivide gran parte della meccanica (e non pochi componenti anche con Jogger, Sandero e persino con alcune Renault), questo nuovo SUV misura 4,57 metri di lunghezza. È ben 23 cm più lungo del Duster, anche se — a sorpresa — non prevede la configurazione a sette posti, a differenza del più compatto Jogger.

Ciò che colpisce è la volontà di offrire un’esperienza più raffinata: nella versione top di gamma Journey, troviamo dotazioni fino a poco tempo fa impensabili su una Dacia, come la climatizzazione automatica bi-zona e un regolatore di velocità adattivo di serie. Una piccola rivoluzione, che fa capire la direzione intrapresa dal marchio.

Prezzo shock: la Dacia più costosa di sempre

Ed ecco il nodo della questione: il prezzo. Il Bigster parte da 24.990 euro, ben 5.000 euro in più rispetto al Duster base, che si ferma a 19.990 euro. Una differenza importante, soprattutto per chi è abituato a considerare Dacia come sinonimo di risparmio.

Ma attenzione: il confronto diretto può essere fuorviante. Il Duster base monta un motore benzina turbo da 100 CV compatibile con GPL, mentre il Bigster a quel prezzo offre un più potente motore da 140 CV (anch’esso disponibile in versione GPL). Non è proprio la stessa cosa, e anche la dotazione è ben diversa.

A parità di motore, il divario si riduce

Ecco cosa fa discutere

Se si mette a confronto un Duster e un Bigster con lo stesso motore e allestimento, ad esempio il benzina da 130 CV con trazione integrale in versione Expression, la differenza di prezzo scende a circa 2.400 euro. A quel punto, considerando le dimensioni maggiori e le dotazioni extra, il Bigster inizia a sembrare meno elitario e più coerente con l’identità del marchio.

Superata la soglia dei 30.000 euro: svolta storica

Il vero punto di svolta arriva con la versione ibrida da 155 CV, disponibile solo sul Bigster in allestimento Journey. In questa configurazione, il prezzo tocca i 31.700 euro, ed è la prima volta che una Dacia nuova supera i 30.000 euro. Una soglia psicologica che lascia interdetti molti clienti abituali del marchio.

Tuttavia, se si guarda ai concorrenti, il Bigster resta competitivo. Ad esempio, un MG EHS, SUV ibrido plug-in cinese più potente, spazioso e con finiture più curate, costa “solo” 5.800 euro in più. La concorrenza, soprattutto da parte delle nuove marche asiatiche, si sta facendo sentire sempre di più in questa fascia di mercato.

Un nuovo posizionamento per Dacia

In un certo senso, il Bigster segna l’inizio di una nuova era per Dacia. L’approccio low-cost rimane, ma viene rivisitato in chiave più moderna, con una crescente attenzione a comfort, sicurezza e tecnologia. Questo cambiamento riflette le esigenze di un pubblico che chiede di più — ma che, allo stesso tempo, fatica ad accettare un prezzo così “premium” da un marchio abituato a vendere auto “senza fronzoli”.

Secondo l’Automobile Club Europeo (ACEA), i listini medi in Europa stanno aumentando anno dopo anno, e le case cercano nuove strade per restare competitive pur offrendo prodotti più completi. In questo contesto, il Bigster potrebbe avere il suo spazio, a patto che il pubblico sia pronto a rivedere la propria idea di cosa significhi oggi comprare una Dacia.

Conclusione: evoluzione o tradimento?

Il Bigster è un SUV ambizioso, ben fatto, più spazioso e dotato rispetto ai modelli precedenti. Ma è anche una Dacia diversa, più costosa, forse meno “popolare” nel senso classico. Non è facile dire se il pubblico abbraccerà questo cambio di rotta o se preferirà rimanere fedele a modelli più economici come il Duster.

Una cosa è certa: con il Bigster, Dacia lancia un messaggio chiaro. Non vuole più essere solo la regina del risparmio, ma anche una scelta sensata per chi cerca qualità e contenuti senza salire troppo di prezzo. Resta da vedere se i clienti saranno pronti a seguirla in questa nuova avventura.

Gabriele Giordano
Gabriele Giordano
Gabriele Giordano, nato a Torino nel 1985, ha trasformato la sua passione per il mondo dei motori in una carriera brillante. Dopo aver conseguito una laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino, ha iniziato a lavorare come giornalista per diverse riviste specializzate, distinguendosi per la sua capacità di interpretare e spiegare le innovazioni tecnologiche nel settore automobilistico. Con una carriera che abbraccia più di un decennio, Gabriele continua a influenzare il panorama del giornalismo motoristico con le sue analisi approfondite e reportage appassionati.
Pubblicato in: Tendenze