Con l’evoluzione delle auto moderne, che non sono più semplici veicoli ma vere e proprie “unità informatiche”, alcuni hanno visto un’opportunità inaspettata. Le auto come le Tesla, dotate di potenti batterie e di una capacità di calcolo avanzata, potrebbero essere utilizzate per fare mining di criptovalute, un’attività che solitamente richiede una grande potenza di calcolo e, non meno importante, una considerevole quantità di energia.
Un’idea brillante: trasformare la Tesla in una miniera mobile
In un’epoca in cui il mercato delle criptovalute sta cambiando e il mining richiede sempre più energia, alcuni proprietari di Tesla hanno avuto un’idea originale: utilizzare le loro auto per il mining. Tra questi, Siraj Raval ha scoperto un modo per guadagnare fino a 800 dollari al mese semplicemente sfruttando la sua Tesla Model 3 come una miniera mobile.
Raval ha collegato il suo Apple Mac mini M1 alla console di bordo della sua auto e ha utilizzato potenti GPU (unità di calcolo) per il mining, montandole nel “frunk”, il cofano anteriore della sua Tesla. Nonostante i rischi, come la possibile perdita della garanzia, Raval è riuscito a ottenere un guadagno consistente nei mesi migliori, approfittando della potenza delle batterie della sua auto e della sua efficienza nel consumo energetico.
La questione del costo energetico: l’elettrica fa risparmiare
Il principale vantaggio del mining su una Tesla, secondo Alejandro de la Torre, un altro miner, è proprio il costo dell’elettricità. “Se è più economico farlo con un’auto elettrica, perché non sfruttarlo?” afferma de la Torre. In effetti, il costo dell’elettricità è un fattore determinante, e se l’auto elettrica può essere alimentata a un costo inferiore rispetto ad altre fonti energetiche, diventa un’opzione allettante per chi cerca di monetizzare questa attività.
Sfruttare la potenza interna della Tesla per il mining
Alcuni esperti e appassionati hanno anche cercato di sfruttare la potenza di calcolo interna della Tesla, utilizzando il suo sistema di bordo per fare mining direttamente. Come nel caso di Raval, il YouTuber Allessi ha modificato il firmware della sua Tesla per eseguire il mining direttamente tramite il browser della console centrale. Nonostante questa soluzione sembri efficace per alcuni, il principale ostacolo rimane la potenza e la disponibilità di risorse, come la capacità di raffreddamento e l’adeguatezza del sistema di alimentazione.
L’inaspettato costo dell’operazione
Tuttavia, non tutti i miner sono convinti che questa operazione sia realmente redditizia. Alessi stesso ha ammesso che, sebbene inizialmente potesse guadagnare 10 dollari all’ora durante il periodo di massimo splendore del mining nel 2018, oggi riesce a guadagnare solo 1 o 2 dollari all’ora, una cifra che non giustifica l’usura su un veicolo costoso come una Tesla. La redditività, quindi, è notevolmente diminuita, e l’energia necessaria per eseguire il mining è diventata difficile da recuperare.
La credibilità delle stime e le difficoltà del mining su Tesla
Alcuni esperti, come Thomas Sohmers, hanno messo in dubbio le stime di Raval, indicando che la potenza di calcolo ottenuta da una Tesla Model 3 sarebbe di circa 7-10 MH/s (megahash al secondo), e con quella capacità, i guadagni sarebbero significativamente inferiori rispetto a quanto dichiarato. In altre parole, la possibilità di generare profitti consistenti con il mining di Bitcoin tramite una Tesla potrebbe non essere così vantaggiosa come sembra, specialmente considerando i costi energetici.
Un business a lungo termine: robotaxi e guadagni extra
Nonostante le difficoltà nel guadagnare soldi tramite il mining, Siraj Raval è convinto che l’integrazione di sistemi come il mining di criptovalute nelle auto elettriche rappresenti una parte di un business più ampio. Immagina, ad esempio, che un “robotaxi” non solo trasporti i passeggeri, ma generi anche entrate extra quando non è in uso, grazie al mining. Un’idea intrigante, ma che richiede ancora molto sviluppo e una valutazione accurata dei costi.
Conclusioni: il futuro del mining su Tesla
In definitiva, l’idea di utilizzare una Tesla per il mining di criptovalute può sembrare innovativa e allettante, ma al momento presenta molte incertezze. Nonostante i guadagni possibili, l’operazione sembra non essere così redditizia come suggerito inizialmente, e la necessità di modificare la vettura può portare a rischi significativi, tra cui la perdita della garanzia.
L’elettrico e il mining sono due mondi che continuano a evolversi, ma è chiaro che la strada per un mining davvero sostenibile e vantaggioso per tutti è ancora lunga e piena di ostacoli.
